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FVG
05 novembre | 16:11

Dopo la morte di due persone, via a nuovi sgomberi del Porto Vecchio: 50 migranti rintracciati dalle forze dell'ordine

L'intervento è iniziato questa mattina, quattro giorni dopo il rogo che ha ucciso due persone all'interno degli hangar e l'avvio delle indagini da parte della Questura di Trieste per la sussistenza del possibile reato di incendio e omicidio colposo

Dopo la morte di due persone, via a nuovi sgomberi del Porto Vecchio: 50 migranti rintracciati dalle forze dell'ordine

TRIESTE. Dopo la tragedia del Porto Vecchio di Trieste, dove lo scorso lunedì 2 novembre a seguito di un incendio erano stati ritrovati all'interno del Magazzino 18 i corpi senza vita della 21enne Marilisa Covasso e di un giovane di origine marocchina di 23 anni, dalla mattina di oggi, 5 novembre, la questura di Trieste ha predisposto un nuovo sgombero nei magazzini dell'ex scalo asburgico.

 

Le operazioni hanno portato nel corso della giornata alla perlustrazione di diversi ambienti e al rintraccio di circa 50 persone che dimoravano all'interno delle strutture fatiscenti. Di questi, 15 migranti risultavano provenire da altre città italiane, per i quali era già stato fissato un appuntamento nelle rispettive questure, mentre altri 20 erano in possesso di documentazioni rilasciate proprio dalla questura di Trieste. Per le altre persone individuate invece sono in corso gli accertamenti necessari a verificarne la posizione amministrativa.

 


 

L'intervento, coordinato dalla Prefettura di Trieste presieduta dal prefetto Giuseppe Petronzi, è finalizzato a consentire agli stranieri rintracciati di venire inseriti all'interno del sistema di accoglienza. Negli scorsi giorni molti degli ex magazzini che ospitavano persone richiedenti asilo o stranieri senza fissa dimora sono stati sigillati a seguito dell'apertura di un fascicolo di indagine per omicidio e incendio doloso da parte della Procura, che ha disposto l'autopsia nei confronti dei due giovani morti all'interno degli hangar.

 

Ma nonostante tutto alcuni migranti negli scorsi giorni si erano comunque reintrodotti negli edifici chiusi dai pannelli applicati sugli accessi dalle forze dell'ordine, compreso il Magazzino 18, luogo dell'ultima tragedia e dell'incendio. Per scongiurare ulteriori e analoghe criticità, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia locale hanno operato sinergicamente per fare uscire e identificare tutti gli occupanti dagli edifici e rimettere nuovamente in sicurezza l'intera area.

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