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Trento
23 agosto | 15:04

Festa della Fratellanza, 300 persone sul ghiacciaio del Presena: "Dove un tempo la storia ha conosciuto sofferenza e divisione, oggi dimostriamo che l'incontro è possibile"

In trecento hanno partecipato alla 49ª Festa della Fratellanza a Passo Paradiso, sui luoghi che durante la Grande Guerra videro contrapposti italiani e austriaci: Alpini, Kaiserjäger, Kaiserschützen e Schützen insieme per ricordare i caduti e lanciare dai 2.700 metri del Presena un messaggio di pace contro le guerre di oggi

Festa della Fratellanza, 300 persone sul ghiacciaio del Presena

VERMIGLIO. Trecento persone riunite a 2.700 metri di quota, là dove oltre un secolo fa italiani e austriaci si combattevano e morivano, per lanciare oggi un messaggio di pace che guarda alle guerre del presente. Si è tenuta questa mattina, domenica 23 agosto, al Passo Paradiso, sul ghiacciaio del Presena, la 49esima edizione della Festa della Fratellanza.

 

Alpini, Kaiserjäger, Kaiserschützen e Schützen hanno sfilato fianco a fianco sugli stessi luoghi segnati dalla Grande Guerra, insieme alle delegazioni italiane e austriache e ai rappresentanti delle istituzioni.

 

Una cerimonia nata quasi mezzo secolo fa, dall’intuizione dell’alpino Emilio Serra e del Kaiserjäger Kurt Steiner, per trasformare la memoria di un confine insanguinato in un luogo d'incontro e riconciliazione e che, davanti ai conflitti che attraversano oggi il mondo, assume un significato ancora più attuale.

 

E così oggi i discendenti di coloro che combatterono gli uni contro gli altri durante la grande guerra, oggi si sono ritrovati, ancora una volta, fianco a fianco a sfilare insieme là dove un tempo si moriva, a pregare insieme per i caduti e a ricordare quanto ogni tipo di guerra non è mai giusta.

 

La manifestazione, organizzata dal Museo della Guerra Bianca di Vermiglio in collaborazione con il Comune di Vermiglio, la Regione, la Provincia di Trento, le istituzioni dell'Euregio e e il Museo Storico del Trentino ha visto la presenza di associazioni ex combattentistiche e d'arma affiancati dalle delegazioni del Comune austriaco di Mitterndorf e della Croce Nera Austriaca. Tra gli ospiti erano presenti l'assessore provinciale Simone Marchiori, l’assessore regionale Carlo Daldoss, il sindaco di Vermiglio Michele Bertolini e il presidente dell'Associazione Museo della Guerra Bianca di Vermiglio Achille Serra.

 

“Di fronte alle notizie di guerra che ogni giorno giungono dal contesto globale, trovarsi qui per parlare di fratellanza e di pace assume un valore ancora più urgente - ha sottolineato l'assessore Marchiori - in questi luoghi, dove un tempo la storia ha conosciuto la sofferenza e la divisione, oggi dimostriamo che l'incontro è sempre possibile. La pace non è un equilibrio statico, ma un esercizio di responsabilità quotidiana. Imparare dalle tragiche lezioni del passato significa scegliere con determinazione la via della diplomazia, dell'ascolto e del rispetto reciproco, affinché la memoria si traduca in un'azione concreta contro ogni forma di conflitto”.

 

La giornata si è aperta con la sfilata dal Presena e si è conclusa con la cerimonia ufficiale e la Santa Messa, accompagnata dal Corpo Bandistico Ossana Vermiglio e dal Coro Santa Maria Assunta di Tassullo. Momento centrale e commovente è stata la solenne deposizione delle corone al Monumento alla Fratellanza, in ricordo di tutti i caduti di entrambi i fronti.

 

“La risposta più efficace alle crisi geopolitiche attuali risiede nella capacità delle comunità di superare i confini ed edificare ponti solidi - ha ricordato l’assessore Daldoss che ha portato il saluto della giunta regionale - l’esperienza dell'Euregio, nata sulle ceneri di dolorose vicende storiche, è la testimonianza tangibile che la cooperazione transfrontaliera può sostituire la rivalità. Dal Passo Paradiso parte un messaggio chiaro verso l'Europa e la diplomazia internazionale: la fratellanza interstatale non è un'utopia, ma una scelta politica ed umana necessaria per garantire stabilità e prospettive alle prossime generazioni".

 

Ed il messaggio dell'evento è chiaro: oggi, in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, il Trentino rinnova la sua capacità di trasformare terre di dolore in spazi di dialogo, amicizia e cooperazione, rafforzando il messaggio universale di pace.

 

“Vedere oggi italiani e austriaci camminare e raccogliersi insieme sugli stessi sentieri che oltre un secolo fa videro la tragedia della guerra è il segno più profondo di quanto il dialogo possa trasformare i territori- ha ribadito il sindaco Bertolini - Vermiglio e la sua gente continuano a farsi custodi di questa vocazione: essere terra di confine che non divide, ma unisce. Il nostro auspicato appello è che la consapevolezza maturata su queste vette possa ispirare chiunque sia chiamato a governare i destini dei popoli in questo delicato scenario internazionale”.

 

Alla fine della cerimonia il comandante dei vigili del fuoco volontari di Vermiglio Luis Daldoss è stato insignito della croce nera d'onore austriaca da parte del segretario generale della Croce Nera Austriaca, il brigadier generale Thomas Rapatz, per l'impegno che i suoi volontari hanno manifestato durante il violento incendio divampato nella notte tra il 2 e il 3 luglio 2026 nella frazione di Fraviano di Vermiglio.

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