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Trento
08 marzo | 12:18

“Fuoco di Sant’Antonio”, un adulto su due sottovaluta l’Herpes Zoster: coperture vaccinali sotto la soglia del 50%. L’esperta avverte: “Può avere conseguenze gravi”

I rischi non sono pochi e aumentano con l'invecchiamento. A spiegarceli è  la dottoressa Anna Casanova, direttrice dell'Unità operativa di geriatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento

Foto Wikipedia
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TRENTO. Un trentino su due non conosce la pericolosità dell’Herpes Zoster e soprattutto fra i 50 ed i 60 anni ne sottovaluta i rischi. Un dato che ricalca quello italiano e che negli ultimi anni ha portato l'azienda sanitaria ad attivarsi per cercare di informare la popolazione.

 

“Circa la metà della popolazione conosce i meccanismi ma nonostante sia informata ne sottovaluta i rischi. Non si considera che ci possono essere delle complicanze, ci spiega la dottoressa Anna Casanova, direttrice dell'Unità operativa di geriatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento.

    I rischi non sono pochi e aumentano con l'invecchiamento. La malattia si manifesta con un’eruzione cutanea caratterizzata da vescicole dolorose (o pruriginose) che seguono il decorso dei nervi.

     

    Dottoressa Anna Casanova, l'Herpes Zoster conosciuto anche come 'Fuoco di Sant'Antonio' è diffuso in Trentino? E a livello di vaccinazione a che livello siamo?

    Difficile stabilire dei numeri, spesso questa patologia viene presa sottogamba nonostante possa avere delle conseguenze anche serie. In Trentino nel 2025 abbiamo avuto il 47,5% di vaccinati, il limite previsto dal servizio sanitario nazionale è del 55%. Stiamo parlando di un vaccino ricombinante adiuvato che consta di due dosi a due mesi di distanza l'una dall'altra.

     

    Uno degli aspetti sottolineati anche a livello nazionale è il fatto che una persona su due sottovaluta i rischi. E' così?
    Sì, assolutamente. Circa la metà della popolazione conosce i meccanismi nonostante sia informata ne sottovaluta i rischi. Non si considera che ci possono essere delle complicanze.

    Non è nota nemmeno la modalità di vaccinazione e la copertura del vaccino. Negli ultra 70enni arriviamo ad una copertura del 91% con le due dosi mentre per gli ultra 50enni si arriva al 97%.

    A fronte di modesti effetti del vaccino, che vanno dal leggero dolore nella sede di inoculazione a qualche malessere, si riesce ad avere una copertura massiccia.

     

    Quali sono i sintomi a cui stare attenti?

    C'è una fase prodromica in cui compare un arrossamento cutaneo, con un prurito o un bruciore che può durare 2 o 3 giorni. Poi compaiono le vescicole che sono tipiche e con andamento a grappolo, accompagnato da forte bruciore. Prevalentemente può avvenire a livello toracico verso l'addome oppure a livello dei glutei verso la gamba.

     

    Quali sono le complicazioni?

    La più significativa è la nevralgia posterpetica , che è un dolore che permane nella sede dove è avvenuta l'eruzione cutanea. Si manifesta con bruciore intenso, continuo, anche se non c'è alcun segno. Può permanere per mesi oppure anche per anni. Richiede l'uso di farmaci o anche cocktail terapeuitici.

    Poi ci sono delle complicanze specifiche come quando l'herpes zoster colpisce il nervo trigemino a livello quindi della faccia e può portare anche a complicanze a livello dell'occhio. Addirittura con deficit visivo.

     

    Ci sono persone ricoverate?

    Ne abbiamo avute e succede quando arrivano le complicanze gravi. E' importante farsi vedere immediatamente dal proprio medico, la terapia andrebbe impostata nelle prime 72 ore. Importante, quindi, riconoscere l'herpes in poco tempo.

     

    Per il rischio di incorrere all'Herpes Zoster aumenta con l'età?

    Immunosenescenza che è l'invecchiamento del sistema immunitario che va a combattere l'infezione. L'herpes zoster è causato dallo stesso virus che provoca la varicella. Se in passato si è avuto questo virus, nel nostro corpo è ancora presente ma viene tenuto a bada dal nostro sistema immunitario. Quando quest'ultimo invecchia il rischio che si riattivi il virus.

     

    La vaccinazione a quale età è consigliata?

    E' previsto che si possa vaccinare gratuitamente oltre i 65 anni, sia uomini che donne, e oltre i 50 anni per le persone con problematiche di fragilità. Se si presenta in età giovanile, bisogna allarmarsi perché significa che il sistema immunitario è fragile e bisogna capire se ci sono altre patologia sottostanti.

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