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Belluno
25 settembre | 16:13

Già 13 incidenti con animali selvatici contro i 6 totali dell'anno scorso. Ecco cosa si rischia se non si chiama il 112 e se non si rispettano i segnali sui cartelli

I dati sono stati forniti dal comune di Trieste e sono indicativi dell'aumento di animali non solo sul Carso ma anche nelle strade della città. Si tratta prevalentemente di caprioli e cinghiali che vengono investiti soprattutto nelle ore notturne. L'amministrazione ricorda come la prudenza al volante sia il maggior deterrente anche contro questo genere di incidenti

Già 13 incidenti con animali selvatici contro i 6 totali dell'anno scorso

TRIESTE. Guidare sulle strade del Friuli Venezia Giulia necessita di un grado di attenzione sempre maggiore. Tra i pericoli nei quali sempre più spesso possono incorrere gli automobilisti infatti, dagli ultimi anni si è aggiunto anche quello legato all'incremento della popolazione degli animali selvatici, gli ungulati in particolare, un po' in tutto il territorio regionale, anche a ridosso delle città. Un incidente stradale che coinvolge un animale selvatico, benché talvolta sia un'eventualità sottovalutata, è in realtà un fattore estremamente problematico, in grado di mettere a repentaglio la sicurezza e l'incolumità della persona. Si pensi in tal senso che nel solo capoluogo di regione, Trieste, gli investimenti di animali selvatici nel territorio comunale nel 2026 sono stati già 13, in prevalenza cinghiali e caprioli, un numero che risalta particolarmente se paragonato ai 6 totali di tutto il 2025. Un dato che impone una doverosa riflessione sulla necessità di prestare un grado di cautela alla guida sempre maggiore da parte dei cittadini al volante, a fronte di un generale aumento degli animali sul territorio oltre che all'avanzamento delle zone boschive, che risultano prevalenti lungo le strade dell'altipiano carsico.

 

Ormai, incrociare la strada con animale selvatico è tutt'altro che una rarità o un fatto sporadico, e a dirlo sono i dati che hanno dichiarato a Il Dolomiti Annalisa Pelarz, ispettore superiore del comando di Opicina della Polizia locale e Caterina De Gavardo, assessora alla sicurezza del comune di Trieste. “Oggi possiamo sicuramente constatare un aumento di animali investiti dai mezzi sul Carso di Trieste, come la zona di Opicina, ma non solo – spiega l'assessora -, alcuni casi si sono verificati anche in città. Basti pensare che un anno fa in questa data eravamo a 4 casi, mentre oggi siamo già a 13. Non siamo in grado tuttavia di stabilire se tale aumento sia dovuto ad una ragione particolare o ad un fenomeno di crescita in senso assoluto, cosa che non credo. Gli animali più colpiti risultano i cinghiali e i caprioli e la maggior parte degli incidenti è stata registrata in orario serale o notturno. E' opportuno ricordare che in caso di incidente con un animale selvatico la legge prevede di fermarsi immediatamente, per la sicurezza sé stessi oltre che dell'animale, e avvertire il 112 o la sala operativa della polizia locale. A quel punto le forze dell'ordine si occupano dell'accaduto e dell'animale, mentre per chi si sottraesse a questo comportamento le sanzioni sono piuttosto rigide perché vanno dai 421 euro ai 1691, le omissioni poi sono il caso più grave”.

 

Le raccomandazioni sono quindi di avvertire immediatamente le forze dell'ordine, senza tuttavia mai toccare l'animale coinvolto nell'incidente, e prima ancora di avere un atteggiamento di attenzione alla guida volto a limitare al minimo il rischio di questo tipo di incidenti soprattutto quando cala il sole. “E' fondamentale osservare la cartellonistica – aggiunge l'ispettrice Pelarz -, e di conseguenza moderare la velocità, perché in fase di rilievo di un incidente la polizia locale, raccogliendo la testimonianza e osservando il luogo dell'incidente, è in grado di determinare l'eventuale eccesso di velocità da parte del conducente, che in quel caso rischia anche una sanzione in tal senso, che va dai 42 e ai 173 euro. Devo dire tuttavia che i cittadini nei casi in questione si sono sempre rivelati molto collaborativi”.

 

Nonostante l'aumento inconfutabile degli investimenti di animali, comprensivi anche di incidenti mortali per alcuni degli animali stessi, l'amministrazione non ritiene ancora di essere arrivati al punto di dover intervenire potenziando le misure di dissuasione sulle strade, come l'eventuale implementazione di dossi o segnali soprattutto sul Carso, perché manca ancora uno storico che indichi un aumento significativo di questi casi sul lungo periodo e di più anni, ma è un'eventualità futura da non scartare se l'aumento di incidenti con la fauna dovesse mantenersi stabile.

 

“In generale anche se la decisione su un eventuale rafforzamento di misure preventive sulle strade viene presa dall'assessorato all'urbanistica – precisa De Gavardo -, in questi casi c'è sempre un confronto con la Polizia locale. Quello che vorremmo innanzitutto riuscire a capire è da cosa dipende l'aumento di questa tipologia di incidenti, potrebbero esserci molteplici fattori, ad oggi non sappiamo se è legato a fattori climatici o semplicemente al numero di animali presenti. Anche perché non sempre i dati che abbiamo riguardano animali investiti sul Carso, ma qualche volta comprendono zone più centrali della città, dove la densità di animali è, per forza di cose, molto più bassa”. Si alza dunque il livello di attenzione anche da parte delle amministrazioni sugli investimenti di animali selvatici, una situazione nella quale sarà determinante l'andamento dei prossimi mesi per assistere ad eventuali provvedimenti sul territorio, ma nel frattempo diventa più che mai vitale un ulteriore responsabilizzazione da parte degli automobilisti, perché il rischio di incrociare un animale in mezzo alla strada è, via via, sempre più concreto.

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