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Trento
25 agosto | 13:38

Il centro di riuso vandalizzato. La sofferta decisione della Pro Loco: “Così la situazione è insostenibile. Non portate più nulla"

La struttura era nata circa un anno fa come spazio di scambio gratuito per la comunità grazie a volontari e volontarie. Dopo diversi episodi di disordine, domenica si è presentata la scena più grave: oggetti, vestiti e giochi sono stati trovati sparsi a terra. La Pro Loco: “Non portate più nulla fino a quando non avremo deciso come procedere”

Il centro di riuso vandalizzato
di Margherita Tomadini

CANAL SAN BOVO. “Ringraziamo chi, nella giornata di ieri, si è prodigato nel mettere a soqquadro il centro di riuso, costringendoci alla chiusura”. È con queste parole, amare e provocatorie, che la Pro Loco ha denunciato quanto accaduto all’interno del centro di riuso di Canal San Bovo. 

 

I volontari (nella giornata di domenica 23 agosto) si sono trovati davanti agli occhi una scena decisamente triste: vestiti, giocattoli e altri oggetti che erano stati sistemati con cura sugli scaffali e nelle scatole sono stati gettati a terra, lasciando la stanza in totale disordine.

 

Un episodio che ha spinto la Pro Loco a rendere pubblica la situazione attraverso un post sulla propria pagina Facebook e, soprattutto, a prendere una decisione drastica: chiudere temporaneamente il centro. 

 

"Vi chiediamo di non portare più nulla fino a quando non avremo deciso come procedere. Ci dispiace molto, ma gestita in questo modo per noi la situazione è insostenibile", è il messaggio rivolto alla comunità. 

Il centro di riuso era stato aperto circa un anno fa con un obiettivo semplice: dare una seconda vita a vestiti, giocattoli, libri e altri oggetti che una famiglia non utilizzava più, mettendoli gratuitamente a disposizione di chi invece poteva averne bisogno. Insomma, un piccolo spazio di economia circolare e soprattutto un progetto costruito sulla fiducia e sulla collaborazione tra abitanti.

 

"La Pro Loco aveva ritenuto utile aprire un centro dove portare e prendere delle cose che potevano servire – spiegano dall’ufficio informazioni –. Diverse mamme portavano le cose dei propri bambini che non utilizzavano più. Non sappiamo chi siano stati i responsabili e scoprirlo sarà complicato non essendoci videocamere". 

 

Gli oggetti venivano dunque sistemati, pronti per essere presi liberamente da chi ne avesse necessità: non c’erano orari di apertura né una persona incaricata di sorvegliare costantemente la struttura. Il locale, infatti, si trova all’interno di uno stabile comunale e rimaneva dunque sempre accessibile. Una scelta dettata anche da ragioni pratiche perché i volontari che si occupavano del centro non avevano la possibilità di garantire una presenza quotidiana in fasce orarie prestabilite.

 

Alla base del funzionamento c’era quindi il principio fondamentale della fiducia. Una fiducia che, dopo quanto accaduto, è svanita. 

 

Quello di domenica, tra l'altro, non sarebbe stato il primo episodio. Durante l’inverno e la primavera i volontari avevano già trovato più volte la stanza in disordine, anche se mai nelle condizioni viste negli ultimi giorni: "È successo spesso di ritrovare la stanza un po’ in disordine, però mai come l’altro ieri, quando è stato buttato tutto per terra – spiegano ancora da parte dell'ufficio –. Gli altri episodi probabilmente derivavano dal fatto che i bambini spesso lì giocano, quindi un po’ di disordine era ancora accettabile”. 

 

I volontari passavano ogni giorno o ogni due giorni per controllare la situazione, sistemare quanto necessario e, quando possibile, aggiungere nuovi oggetti. Fino all’ultimo episodio, che ha fatto superare il limite. Ora il centro resterà fermo e la Pro Loco dovrà decidere se e con quali modalità riaprirlo: probabilmente verranno rivalutati accesso libero e possibilità di entrare senza orari prestabiliti.

 

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