“Il tempo è il vero lusso”. Da Tomasi Gioielli arriva Farinetti per una serata “stellata” con Peter Brunel
Nuovo appuntamento nella sede della storica gioielleria trentina – che al primo piano ha ricavato uno spazio ad hoc per dare vita a una serie di incontri ed eventi culturali. Ospiti d'eccezione lo chef Peter Brunel e Oscar Farinetti

TRENTO. Gioielli, cucina, imprenditoria, made in Italy. Di questo e di molto altro si è parlato nella serata di lunedì (28 settembre) alla gioielleria Tomasi, nello spazio ricavato al primo piano dello store in via Oss Mazzurana, in un vero e proprio laboratorio di confronto che ha visto la presenza di due ospiti d'eccezione: lo chef stellato Peter Brunel – che ha preparato per l'occasione una serie di pietanze ispirate a Gabriele d'Annunzio – e Oscar Farinetti, che nel corso del pomeriggio ha presentato a Trento il suo ultimo libro, “Omero non deve morire”. Ma procediamo con ordine.
Innanzitutto, gli spazi. Come anticipato, infatti, l'evento si è tenuto al primo piano di Tomasi Gioielli, in uno spazio che la storica attività trentina ha deciso di sottrarre alla sola logica commerciale e di restituire alla comunità proprio per diventare un laboratorio di incontri, eventi culturali, momenti di confronto. Una piccola fucina di idee insomma, nella quale a gioielli ed orologi – attualmente è allestita una mostra dedicata ai più iconici pezzi di Omega – si è deciso ieri di accompagnare un appuntamento culinario del tutto esclusivo.

I due mondi d'altronde, ha spiegato il titolare della gioielleria Renato Tomasi, non sono poi così distanti: “Cosa accomuna gioielli e alta cucina? Semplice, i colori. Quando Peter Brunel prepara una sua pietanza, sta realizzando una piccola opera d'arte, un piccolo gioiello. Quando un cliente ci chiede di realizzare un pezzo unico, con una serie di pietre di colori e dimensioni diverse, facciamo la stessa cosa: le mettiamo assieme, trovando un'armonia tra le forme e le tonalità e coniugandole con l'indossabilità. La grande differenza – scherza Tomasi – è che Peter deve rendere i suoi gioielli anche gustosi”.
Ospite d'eccezione della serata - coordinata da Corrado Tononi e che ha visto la presenza anche delle istituzioni, con il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli e il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini -, è stato Oscar Farinetti, che a sua volta ha trovato un fil rouge tra cucina e gioielli. “Il tema che li unisce è la bellezza – ha sottolineato – che è una parte della morale. Sotto il profilo etico ti insegna la differenza tra il bene e il male. Sotto il profilo estetico, come spiegava Kant, ti insegna la differenza tra il bello e il brutto, tra il pacchiano e gli oggetti che hanno fascino. Tomasi e io in questo senso siamo condannati a vedere, e vendere, la bellezza. E questo ci accomuna. L'importante è farlo con la massima eleganza possibile, senza scadere nel lusso. Personalmente credo ci siano due modi di intendere il lusso: il primo è uno spazio concentrato sulla bellezza, sulla meraviglia; un mondo che guarda agli appassionati. Il secondo è invece legato alla volontà di far sentire agli altri ciò che a loro manca. Nel sentir parlare Tomasi dei suoi orologi, ho trovato solo la prima interpretazione”.
“E io parlo di cucina – ha precisato ancora il fondatore di Eataly – come lui parla di gioielli. Chi vende orologi deve essere anche orologiaio, come il gastronomo deve essere anche ortolano”. Un altro aspetto che lega inevitabilmente i due mondi, ha concluso Farinetti, è poi il “tema dei temi”, il tempo: “Sono molto curioso – ha detto – di cosa possa pensare del tempo chi vende orologi. Il tempo è il vero lusso: è felice e ricco chi sa gestire il tempo. Io conosco milionari poveri e tristi, perché passano la loro vita per metà affannati e per metà annoiati”.
Un concetto, quello del tempo, che proprio nella cucina trova una profonda connessione. “La serata – ha spiegato lo chef Brunel – è stata dedicata a Gabriele D'Annunzio, la cui figura è stata rievocata attraverso una serie di piatti e di interpretazioni che si legano anche al Piemonte, terra di Farinetti. Un piccolo omaggio al grande Oscar”. All'interno della location della famiglia Tomasi sono stati presentati una serie di piatti classici legati proprio alla figura di D'Annunzio, dal macaron con Parmigiano Reggiano 100 mesi fino alla battuta di razza Rendena per poi tornare al Piemonte con il famoso “tramezzino”.
“Il nome nasce da un'idea proprio di D'Annunzio – ha raccontato lo chef – che una volta arrivato al Caffè Mulassano in centro a Torino aveva assaggiato un panino definendolo un ottimo 'tramezzo' tra la colazione e il pranzo”. A seguire si è passati al riso alle rose, dedicato a Eleonora Duse, nella cui preparazione si è cimentato Farinetti in prima persona, di fianco allo chef.
Come anticipato, lo stesso Farinetti era stato impegnato nel pomeriggio in città, a palazzo Calepini sede della Fondazione Caritro, per la presentazione del suo ultimo libro, “Omero non deve morire”, scritto insieme all'antropologo Piercarlo Grimaldi per Solferino. A moderare l'evento la giornalista Laura Galassi, che insieme a Farinetti ha toccato alcuni dei temi principali del volume, legato al ruolo e al peso delle parole nel mondo d'oggi.
Farinetti e Grimaldi intrecciano infatti Langhe e mondo globale, tradizione contadina e rivoluzione digitale, per indagare la crisi antropologica del linguaggio nell'epoca dei social, partendo da alcuni temi chiave come democrazia e antifascismo. Omero in questo senso è utilizzato proprio simbolo del narratore in grado di dare ordine al caos. E proprio partendo dalle due opere del mitico autore, Iliade e Odissea, Farinetti ha raccontato d'aver raccolto due lezioni fondamentali: la curiosità e la volontà di non mollare mai.
L'intera opera vede Farinetti “l'ottimista” far da contraltare al “pessimista” Grimaldi nel guardare – pur con leggerezza – al mondo d'oggi, tra una serie di 16 proposte rivolte ai lettori: dallo stop ai social ai minori di 16 anni alla patente per influencer, da sgravi fiscali a chi legge almeno 10 libri l'anno a un nuovo patto con le piattaforme – pagare i servizi, ma smettere di cedere gratis i nostri dati. Non mancano poi proposte provocatorie, come mezz'ora a settimana con uno “psicologo” basato sull'Ia per chi si connette al mondo digitale, e una forte attenzione alla formazione – la proposta è di inserire a livello curricolare materie come “democrazia” e “antifascismo” nelle scuole –, alla cultura e all'importanza della lettura.
“Volete sapere – ha infatti concluso Farinetti – come si diventa ottimisti? Semplice: con i libri”. Un invito alla fiducia che, a sera, ha trovato la sua naturale prosecuzione al primo piano di via Oss Mazzurana.














