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| 04 aprile | 10:59

Imperversa il maltempo, ma non rinunciano all'escursione. Il livello del fiume sale e 32 turisti, con due bimbi, restano bloccati sulla riva. Salvati con una teleferica

E' stata allestita una teleferica, un tecnico del Soccorso Alpino è stato verricellato dall'elicottero dei vigili del fuoco sulla sponda del torrente sulla quale si trovavano le persone per assisterle nelle fase di imbrago e poi si è provveduto ad effettuare 32 passaggi, visto che ognuno dei dispersi è stato spostato singolarmente sull'altra riva del Caprino. Salvati anche due scialpinisti

Imperversa il maltempo, ma non rinunciano all'escursione

SAN FRATELLO (Messina). Nonostante le pessime condizioni meteo che nei giorni scorsi hanno colpito gran parte della Sicilia, hanno deciso di affrontare un'escursione sui monti Nebrodi, rimanendo bloccati a causa dell'improvviso innalzamento del livello dell'acqua del torrente Caprino.

 

Trentadue turisti stranieri, tra i quali anche due bambini, non riuscivano più a muoversi e, arrivati sulla sponda del corso d'acqua, non potendo più guadarlo, hanno dovuto chiedere aiuto, mentre si trovavano all'interno del territorio comunale di San Fratello, in provincia di Messina.

 

Immediatamente è stato lanciato l'allarme: i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano delle stazioni Etna Sud ed Etna Nord, che erano impegnati in un'altra operazione ad Acireale, sono partiti subito verso l'area indicata. E, contestualmente, è stata attivata anche la squadra forre del Cnsas, specializzata in interventi in ambiente acquatico.

 

Il dispiegamento di forze messe in campo è stato massiccio, visto che al soccorso hanno partecipato anche i militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, i vigili del fuoco, i carabinieri della stazione di San Fratello e il Corpo Forestale.


E' stata allestita una teleferica, un tecnico del Soccorso Alpino è stato verricellato dall'elicottero dei vigili del fuoco sulla sponda del torrente sulla quale si trovavano le persone per assisterle nelle fase di imbrago e poi si è provveduto ad effettuare 32 passaggi, visto che ognuno dei dispersi è stato spostato singolarmente sull'altra riva del Caprino.

 

Le operazioni sono risultate particolarmente complicate a causa della forza della corrente. Una volta che gli escursionisti sono stati posti in sicurezza, tutti sono stati trasportati con mezzi fuoristrada per diversi chilometri sino al punto di raccolta, dove erano presenti numerose ambulanze per i controlli sanitari del caso.


E non è finita perché, a strettissimo giro di posta, i tecnici della stazione di Palermo sono dovuti intervenire per soccorrere due scialpinisti che, nonostante le condizioni meteo, si erano avventurati sul Pizzo Carbonara, che con i suoi 1.979 metri è la cima più alta del massiccio delle Madonie.

 

I due erano partiti in mattinata dalla località "Battaglietta" nei presi di Piano Battaglia, per risalire sino alla cima. Durante la discesa, a causa delle pessime condizioni atmosferiche, hanno sbagliato il versante, puntando verso Castelbuono. Una volta ricevuta la richiesta d'aiuto, i tecnici del Cnsas sono partiti anche da Petralia Sottana, hanno raggiunto i due dispersi e li hanno condotti a valle in condizioni di sicurezza.

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