Incendio senza tregua, oltre 80 vigili del fuoco in campo, un elicottero e due Canadair in volo (VIDEO): il rogo divampato dopo un fulmine continua a divorare il bosco
Un’operazione di spegnimento particolarmente complessa, a causa dell’altitudine, della natura impervia della zona - caratterizzata anche dalla presenza di salti di roccia - e del vento. Il rogo era partito da un fulmine il 31 luglio e nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, inizialmente con i corpi di Spormaggiore, Cavedago, Andalo e Fai della Paganella, si è esteso sottotraccia, anche a causa dei venti

TRENTO. Lavorano senza sosta, da settimane i vigili del fuoco sono impegnati sulle pendici del monte Bedolé, sopra Spormaggiore, per fronteggiare un incendio tanto esteso quanto difficile da domare.
Questa mattina, dalle 7.40, la macchina dei soccorsi ha alzato ulteriormente il livello dell’intervento: in azione anche due Canadair del Corpo nazionale, impegnati nei pescaggi sul lago di Molveno (QUI L'ARTICOLO) e nei successivi lanci in quota, in coordinamento con l’elicottero dei vigili del fuoco permanenti di Trento e con le squadre a terra. Un intervento non semplice e a confermarlo sono i numeri delle persone attivate.
Attualmente sono impegnati nelle operazioni una cinquantina di vigili del fuoco volontari provenienti dai diversi distretti, affiancati dal corpo forestale (stazione di Paganella), dall’elicottero dei vigili del fuoco permanenti di Trento e dai mezzi aerei del dispositivo nazionale, mentre sul lago di Molveno operano i vigili del fuoco volontari del corpo locale per la sicurezza delle operazioni dei due Canadair che sono entrati in funzione alle 7.40 di questa mattina.
Un’operazione di spegnimento particolarmente complessa, a causa dell’altitudine, della natura impervia della zona - caratterizzata anche dalla presenza di salti di roccia - e del vento. Il rogo era partito da un fulmine il 31 luglio e nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, inizialmente con i corpi di Spormaggiore, Cavedago, Andalo e Fai della Paganella, si è esteso sottotraccia, anche a causa dei venti.
La base operativa è stata allestita ai Priori, nel territorio comunale di Cavedago. Qui è presente una prima squadra di circa 30 vigili del fuoco impegnata lungo una fascia tagliafuoco, mentre complessivamente il personale a terra impiegato raggiunge circa 80 unità.
L’elicottero dei permanenti di Trento effettua i rifornimenti d’acqua direttamente in quota, nel bacino allestito sopra malga Prà di Giovo, e opera in coordinamento con i Canadair, impegnati nei lanci sulle aree interessate dalle fiamme, situate sui rilievi del gruppo del Brenta. A supporto dell’elicottero sono disponibili anche tre vasconi per il rifornimento presso la base operativa.

Coinvolti tutti i 16 corpi dei vigili del fuoco volontari del distretto di Mezzolombardo, coordinato dall’ispettore Umberto Meneghini, a partire dal Corpo di Spormaggiore guidato dal comandante Giuseppe Malfatti, che opera in costante contatto con l’amministrazione comunale di Spormaggiore. I corpi si alternano nelle operazioni di spegnimento, affiancati dai colleghi di tre corpi del distretto di Cles (Cles, Vervò e Nanno) e da due del distretto di Fondo (Romeno e Sarnonico).
Il coordinamento delle attività di terra è affidata all’Unità di comando locale del distretto dei Vigili del fuoco Volontari delle Giudicarie. Le operazioni aeree sono coordinate dal Direttore operazioni di spegnimento della Forestale, con i propri collaboratori.
Nella zona interessata è in vigore un avviso di divieto di volo (Notam) e sono stati attivati anche i carabinieri per garantire il rispetto del divieto di volo dei parapendii.














