La pioggia non ferma il rosa: 400 persone in cammino per la Pink Parade. I fondi vanno a una nuova sperimentazione clinica - LE FOTO
Un fiume di persone ha "invaso" il centro storico. In marcia tutti insieme, famiglie e gruppi di amiche, volontari e curiosi, uomini compresi, con qualche bambino piccolo in braccio

BOLZANO. Il cielo di Bolzano oggi era di quelli che consigliano il divano e un bel film, e invece in circa 400 hanno scelto di mettersi la maglietta rosa e scendere in strada.
È andata così la PittaRosso Pink Parade nel capoluogo altoatesino, la camminata non competitiva di cinque chilometri che ogni anno, in tutta Italia, mette in cammino migliaia di persone per sostenere la ricerca scientifica sui tumori femminili.
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Ombrelli aperti, giacche a vento sopra le magliette targate PittaRosso e Fondazione Veronesi, selciato lucido di pioggia e un sacco di sorrisi: il rosa, alla fine, ha avuto la meglio sul grigio.
La partenza era fissata per le 10 dal Parco Berloffa, nell’area del WaltherPark, sotto un arco gonfiabile con la scritta “Pink Parade BZ” e un nastro rosa da tagliare.
Ad aprire simbolicamente la camminata il sindaco Claudio Corrarati.
Al via si sono messi in marcia tutti insieme, famiglie e gruppi di amiche, volontari e curiosi, uomini compresi, con qualche bambino piccolo in braccio.

Sulle shopper rosa distribuite ai partecipanti campeggiava uno slogan che spiega bene lo spirito della giornata: la ricerca non si ferma e loro nemmeno.
Il percorso si snodava per cinque chilometri attraverso il cuore della città, con un anello di circa 1,65 chilometri da ripetere tre volte e un arrivo al punto di partenza.
La sfilata rosa è passata da piazza Walther a via della Rena, via Grappoli e piazza Municipio, poi via Streiter, piazza delle Erbe, via Argentieri e piazza del Grano, prima di tornare lungo il Boulevard davanti al WaltherPark fino alla Fontana delle Rane. Un tragitto che attraversa alcuni dei luoghi simbolo di Bolzano, trasformati per una mattina in una passerella di solidarietà.
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Quella di oggi è la tredicesima edizione nazionale della Pink Parade, nata nel 2014 dalla collaborazione tra PittaRosso e Fondazione Umberto Veronesi, e a Bolzano ha preso forma in modalità diffusa grazie all’impegno della referente comunale per il volontariato della Fondazione, Patrizia Daidone.
L’organizzazione ha potuto contare sul sostegno della Città di Bolzano, dell’Azienda di Soggiorno e Turismo, del WaltherPark e del Läufer Club Bozen Raiffeisen. L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi in Municipio, e l’obiettivo è duplice: raccogliere fondi e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione dei tumori femminili che colpiscono seno, utero e ovaio, ricordando anche quanto conti l’attività fisica.
Perché quello che si cammina ha un indirizzo preciso.
I fondi raccolti, al netto dei costi di gestione e spedizione, contribuiranno all’avvio di un nuovo progetto clinico della Fondazione dedicato al tumore al seno.

Si tratta di uno studio di fase 3 che valuterà un farmaco della classe degli anticorpi coniugati, il trastuzumab deruxtecan, in donne con tumore della mammella HR+/HER2−. Sono pazienti che, dopo la chemioterapia fatta prima dell’intervento chirurgico, presentano ancora una malattia residua con caratteristiche biologiche aggressive. L’obiettivo è capire se la terapia possa ridurre il rischio di recidiva e migliorare le prospettive di guarigione a lungo termine.
Così, mentre la pioggia batteva sugli ombrelli e il corteo rosa tornava verso il Parco Berloffa, a Bolzano restava la sensazione di una giornata riuscita proprio perché non facile. Cinquecento passi in più o in meno non fanno la differenza, ma quattrocento persone che camminano insieme sotto l’acqua, per una ricerca che deve continuare, forse sì.












