La ''residenza di caccia'' dei Re d'Italia ''scomparsa'' sotto la neve (FOTO): al rifugio Valasco si spala per riportarlo alla luce
Lo storico edificio risalente a più di 150 anni fa e ristrutturato nel 2008 per diventare rifugio è stato sommerso dalla neve

ALPI MARITTIME. Spuntano le cime delle torri, le bandiere, si intravede la facciata principale con il sottotetto. Per il resto il rifugio Valasco è praticamente sommerso dalla neve. Sono saliti in quota i gestori della struttura per verificare, dopo le forti nevicate degli scorsi giorni, se ci fossero danni e più in generale in che condizioni fosse l'edificio e la sorpresa è stata tanta. Il rifugio, casa di campagna dei Re d'Italia, non c'era più. O meglio, c'è ma è sommerso da metri di neve.

Siamo nel cuore del Parco delle Alpi Marittime in località Terme di Valdieri (Cuneo) a quota 1764 metri. Il Valasco è una dimora storica della famiglia Savoia. ''Usato in passato dai Re d’Italia come casa per ferie e base per le battute di caccia - si legge sul sito dedicato ai rifugi del Piemonte - è costruito su un ampio pianoro alluvionale in mezzo a un’interessante torbiera d’alta quota, in una zona ricca d’acqua e di laghi. E’ sovrastato dal Monte Matto, imponente vetta di oltre tremila metri''.

Si tratta di una costruzione a pianta quadrata con bar, reception e sala comune dove sono esposte le fotografie che ne raccontano la storia. Ai lati del cortile le camere, alcune con bagno a due o tre posti, altre con il tavolato per gruppi più numerosi, per un totale di 45 posti. Al fondo del cortile il ristorante, che da spazio soprattutto alla cucina Occitana, con la riscoperta dei piatti della tradizione locale e la produzione diretta dei dolci. Il rifugio è raggiungibile con una camminata di circa un’ora sulla vecchia strada militare o lungo il sentiero costruito dai re.

La sua storia è stata abbastanza tormentata e funestata da molteplici incendi finché, a seguito di importanti lavori di ristrutturazione da parte dell'attuale proprietario, dal 2008 è tornata a nuova vita trasformandosi in rifugio alpino. Ora serviranno badili e pale per riportare alla luce l'edificio ingabbiato dalla neve. Ma resta, comunque, uno spettacolo, anche così sommerso.















