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Trento
09 settembre | 20:21

“La siccità in alcune aree ha provocato perdite fino all'80%. Ora arriva il maltempo”. Coldiretti: “In Trentino critica la situazione dei foraggi, raccolto di mele -10%”

Secondo quanto riportato da Coldiretti, i danni all'agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi

“La siccità in alcune aree ha provocato perdite fino all'80%
di Redazione

TRENTO. “Il maltempo in arrivo sull'Italia si abbatte sui danni causati dal caldo estremo, aggravando la situazione nelle campagne dove le perdite dei raccolti arrivano fino all'80% in alcune aree, mentre le aziende agricole sono schiacciate dall'aumento dei costi tra energia, fertilizzanti e irrigazione per salvare le colture”.

 

È questo il bilancio tracciato da Coldiretti mentre, su buona parte del centro-nord, per la giornata di oggi (9 settembre) è previsto l'arrivo di una perturbazione in grado di portare a un sensibile abbassamento delle temperature – dopo la lunga e caldissima fase registrata nel corso dell'estate 2026.

 

E al caldo e alla siccità, ribadisce Coldiretti, fanno seguito ora i nubifragi “ponendo ancora una volta l'esigenza di interventi strutturali per salvare il Made in Italy agroalimentare”.

 

Per quanto riguarda il Trentino, spiegano i responsabili dell'associazione di categoria: “Caldo e siccità hanno reso critica la situazione dei foraggi, con il secondo sfalcio di fieno bruciato in quota tra malghe e pascoli che ha determinato un calo di produzione del 70% rispetto alla media stagionale. Si prevede una contrazione del 9-10% del raccolto di mele, accompagnata da una riduzione delle pezzature”.

 

A livello generale: “Tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all'agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, secondo una prima stima Coldiretti, con la scarsità di acqua e le temperature elevate che stanno mettendo sotto pressione intere filiere. Mais, riso, seminativi, foraggi e produzioni zootecniche sono tra i comparti maggiormente colpiti. Il quadro è particolarmente grave in Piemonte, dove nelle aree non irrigue della Baraggia, tra Vercelli e Biella, il riso rischia cali del 70-80%, mentre per il mais si stimano perdite del 50-60% e per i foraggi intorno al 50%”. 

 

In Lombardia, caldo e siccità hanno costretto molti agricoltori ad anticipare la raccolta del mais, dice Coldiretti: “Privilegiando il trinciato rispetto alla granella, con una perdita stimata fino al 30%. Anche la soia registra cali fino al 30% in alcune zone, mentre per i fieni si stima mediamente un terzo di produzione in meno. Nel riso il calo medio potrebbe attestarsi intorno al 15%, con criticità particolarmente accentuate in alcune aree della Lomellina. Pesanti anche gli effetti sulla zootecnia: la produzione di latte è diminuita mediamente del 10-15%, mentre nelle aree montane la produzione di formaggio d’alpeggio potrebbe ridursi di circa il 20%”.

 

“Situazione difficile anche in Veneto e Friuli Venezia Giulia – continuano – dove la filiera dei seminativi registra perdite stimate tra il 40 e il 60% a causa della combinazione di siccità e temperature elevate. In Veneto il deficit pluviometrico dall'inizio dell'anno idrologico è pari al 26%, con quasi 2,4 miliardi di metri cubi d'acqua mancanti rispetto alla media storica già a fine maggio. Nelle aree montane prati e pascoli sono fortemente compromessi, con danni tra il 40 e il 60%, mentre latte e carne registrano contrazioni produttive tra il 20 e il 30%. In Friuli è stata presentata alla Regione una richiesta di interventi straordinari per la filiera dei seminativi”.

 

E alla crisi produttiva, precisa la Coldiretti Trentino Alto Adige, si aggiunge anche quella economica: “Con il combinato disposto tra minore disponibilità di prodotto, maggiori costi di irrigazione ed energia e prezzi alla produzione spesso sotto pressione. La situazione conferma l'urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l'Italia riesce infatti a trattenere appena l'11% dell'acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi”.

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