Contenuto sponsorizzato
| 26 agosto | 12:27

“Una crisi agricola peggiore del 2022”. Siccità e caldo bruciano 300 milioni, l'agricoltura è in ginocchio. Cia: “Ogni giorno è sempre peggio”

L'eccessivo calore sta creando non pochi problemi agli agricoltori: "Se gli enti competenti dovessero chiudere le derivazioni delle acque, quali canali e fossati, non vi sarebbe più la possibilità di irrigarle, con buchi sui bilanci delle aziende dell’ordine di decine di migliaia di euro”

“Una crisi agricola peggiore del 2022”

PADOVA. Una crisi che non sembra arrestarsi. E' quello che si sta registrando in queste settimane in Veneto per quanto riguarda l'agricoltura che si trova a fare i conti con danni causati dalla siccità e dal caldo anomalo per oltre 300 milioni di euro.

 

L'ultimo allarme arriva dalla Cia Padova che stima perdite per circa 50 milioni di euro. In particolare, nella Bassa – come riporta uno specifico report - è andato perso la metà del mais non irriguo (quello cioè che non viene raggiunto dalla rete di irrigazione), il 35% della soia e il 20% del sorgo e del girasole.

 

Ma ci sono problemi pure per le prime piantine di radicchio: “Molti agricoltori – spiega Cia Padova - si stanno chiedendo se procedere o meno alla messa a dimora delle stesse. Se gli enti competenti dovessero chiudere le derivazioni delle acque, quali canali e fossati, non vi sarebbe più la possibilità di irrigarle, con buchi sui bilanci delle aziende dell’ordine di decine di migliaia di euro”.

 

Difficoltà che si stanno registrando anche  per le orticole a motivo dello stress derivante dall’eccessivo calore: -10% per i pomodori, -25% per i fagiolini, -10% per le insalate. Peraltro, le pezzature sono particolarmente piccole, dato che le diverse coltivazioni non hanno avuto uno sviluppo vegetativo regolare.

 

“Tutta l’area della Bassa, da Montagnana a Este, passando per Monselice e Conselve, sta soffrendo oltremodo la persistente mancanza d’acqua – sottolinea il presidente della zona Cia di Este-Montagnana, Emilio Cappellari – L’unica magra consolazione è che quest’anno non vi è stata l’invasione della cimice”.

 

Se il granoturco ormai non ha più bisogno di venire irrigato, c’è invece grande preoccupazione per l’evoluzione della soia.

 

“Ogni giorno è sempre peggio – aggiunge – inizia a seccarsi a vista d’occhio. Spiace pure per chi ha mutato il proprio piano agrario, virando dal mais al sorgo e al girasole. Alla fine, i conti non tornano comunque”.

 

Il presidente di Cia Padova, Luca Bisarello, definisce questa “un’estate nera per il settore agricolo. Da mesi tutti i Consorzi di bonifica stanno lavorando alacremente per permettere un corretto approvvigionamento idrico alle varie colture. Ma se non piove in pianura, e poco in montagna, queste sono le conseguenze”.

 

Il primario, prosegue la sua analisi, “deve ritornare in cima all’agenda della politica. Non dobbiamo rincorrere l’emergenza quando è troppo tardi. Ovvero, servono quegli interventi strutturali, ad esempio gli invasi, finalizzati a rendere ancora sostenibile l’attività agricola nel nostro territorio. “Se chiude un’impresa agricola perché non è più in grado di realizzare, viene a mancare un nodo strategico del tessuto economico-sociale della provincia stessa. Il nostro – conclude – è un grido d’allarme che va ascoltato subito”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 28 agosto | 15:54
Oltre alla coda causata dall'incidente, si registrano rallentamenti in entrambe le direzioni a causa del grande traffico: la situazione
Cronaca
| 28 agosto | 15:20
I temporali, provocati dai forti flusso sudoccidentali che interesseranno le Alpi, potranno essere accompagnati da raffiche di vento molto forti, [...]
altra montagna
| 28 agosto | 13:15
"Mai mi sarei aspettato di vedere quello che ho visto": così inizia la testimonianza di un escursionista lungo la discesa dalla galleria del [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato