La tragedia aerea del 2009: condannate in appello Air France e Airbus, "uniche e totali responsabili". Nel terribile incidente morirono anche Lenzi, Zandonai e Zortea
"Uniche e totali responsabili". La Corte d'Appello di Parigi ha ribaltato la sentenza di primo grado, dichiarando colpevoli di omicidi colposi sia la compagnia aerea Air France che l'azienda costruttrice Airbus per l'incidente aereo del volo AF 447 Rio de Janeiro - Parigi, che nel 2009 provocò la morte di 228 persone, tra cui i trentini Giovanni Battista Lenzi, Rino Zandonai e Luigi Zortea e gli altoatesini Georg Lercher, Alexander Paulitsch e Georg Martiner

PARIGI. "Uniche e totali responsabili". La Corte d'Appello di Parigi ha ribaltato la sentenza di primo grado, dichiarando colpevoli di omicidi colposi sia la compagnia aerea Air France che l'azienda costruttrice Airbus per l'incidente aereo del volo AF 447 Rio de Janeiro - Parigi, che nel 2009 provocò la morte di 228 persone.
Tra le vittime ci furono anche tre trentini, il 58enne consigliere provinciale Giovanni Battista Lenzi, il direttore dell'associazione "Trentini nel Mondo" Rino Zandonai (60 anni) e il sindaco di Canal San Bovo, Luigi Zortea (66 anni), che rientravano da un viaggio di solidarietà in Brasile e tre altoatesini, il 34enne Georg Lercher e il 35enne Alexander Paulitsch, entrambi di San Candino e il 25enne Georg Martiner di Ortisei.
Nel 2023 la Corte d'Assisi di Parigi aveva assolto da qualsiasi accusa Air France e Airbus (Qui articolo): una decisione che aveva fatto indignare i parenti delle vittime ("Siamo disgustati. Ci aspettavamo un giudizio imparziale, non è stato così - così commento il presidente dell'associazione che li riunisce, Daniele Lamy -. Di questi 14 anni di attesa non resta che disperazione, sgomento e rabbia"), con la Procura che aveva però presentato ricorso in appello.
Il disastro, il più grave di sempre nella storia dell'aviazione francese, era stato causato dal congelamento delle sonde di Pitot (che misurano la velocità dell'aereo), mentre l'apparecchio, un Airbus A330, volava in condizioni meteo avverse. La tragedia avvenne nella notte tra il 31 maggio e il primo giugno 2009, in pieno Oceano Atlantico, a circa metà strada l'America del Sud e l'Africa.
Secondo la Corte d'Appello di Parigi vi furono errori, sia da parte di Airbus che di Air France, che "sicuramente contribuirono" all'incidente. La tesi dell'accusa, dunque, secondo la quale la compagnia aerea non avrebbe preparato a sufficienza il proprio personale ad affrontare una situazione così critica, è stata accolta. Una perizia datata 2012 aveva infatti certificato che l'equipaggio era rimasto sopraffatto da una situazione che avrebbe potuto essere gestita.
Nella sentenza di primo grado si affermava che, per quanto fossero state commesse delle negligenze, non era dimostrabile "un nesso causale certo" con l'incidente. "La compagnia - riportava all'epoca della sentenza una nota ufficiale di Air France - conserverà sempre nella memoria il ricordo delle vittime di questo terribile incidente e rivolge il suo più profondo cordoglio all'insieme delle famiglie e dei cari".
In primo grado era stata comunque stabilita una responsabilità civile per due le due società, adesso è stata certificata anche la responsabilità penale con la condanna per omicidio colposo.












