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Belluno
26 ottobre | 13:39

Lavoratori in nero, violazione delle norme sulla sicurezza e telecamere di videosorveglianza per controllare i dipendenti: multe per oltre 150 mila euro

Dal Feltrino al Cadore: sono 13 le aziende sanzionate dai carabinieri dell’ispettorato del lavoro per irregolarità nell’assunzione dei lavoratori, omissioni e mancato rispetto della normativa su salute e sicurezza. A Setteville sospeso un bar, mentre nel resto della provincia molteplici multe inflitte nell’edilizia, nella ristorazione, nel settore metalmeccanico e in quello agricolo

Lavoratori in nero, violazione delle norme sulla sicurezza e telecamere di videosorveglianza per controllare i dipendenti

BELLUNO. "Gravi e diffuse irregolarità": questo è l’esito dei controlli del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) di Belluno, che ha inflitto diverse sanzioni tra locali e aziende. I carabinieri, con il supporto dell’Arma territoriale del comando provinciale e dei comandi stazione locali, hanno infatti effettuato nei giorni scorsi una serie di accertamenti a tappeto su aziende di tutta la provincia per verificare le regolarità nell'assunzione dei lavoratori e il rispetto delle norme di salute e sicurezza.

 

Dopo una serie di accertamenti, l’operazione ha coinvolto diversi comuni: Belluno, Limana, Selva di Cadore, Alleghe, Cortina d’Ampezzo, Borgo Valbelluna, Setteville, Seren del Grappa, Lozzo di Cadore, Auronzo di Cadore e Vodo di Cadore - dove le forze dell’ordine sono intervenute in imprese dei comparti edilizia, ristorazione, strutture ricettive, artigianato manifatturiero e commercio.

 

Nel complesso, le irregolarità riscontrate hanno generato sanzioni pari a 155.000 euro. In particolare, i carabinieri segnalano la sospensione di un’attività di somministrazione bevande a Setteville, dove un barista stava servendo la clientela senza regolare contratto di lavoro.

Diverse le violazioni anche negli altri territori: sono in totale 13 i datori di lavoro e gli amministratori inadempienti, deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Tra le aziende coinvolte 5 attività di ristorazione e bar, 3 ditte edili, 2 panifici/pasticcerie, 2 strutture ricettive/alberghiere, un’azienda metalmeccanica artigiana e un’azienda agricola, mentre sul fronte delle sanzioni e omissioni contestate spiccano l'assenza di formazione obbligatoria in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro per i dipendenti, la mancata nomina del medico competente e la mancata effettuazione della sorveglianza sanitaria.

A ciò si aggiungono il non aver nominato il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), non aver fornito ai lavoratori i dispositivi di protezione individuale e l’assenza dei mezzi di estinzione previsti dalle norme antincendio. Nei cantieri edili, inoltre, non era stato redatto il Piano operativo di sicurezza (Pos) o non c’era stata una sua verifica, in più non sono state fornite agli ispettori le corrette informazioni durante le verifiche.

 

Infine, sia in alcune industrie sia nel settore agricolo è stata accertata l’installazione non autorizzata di impianti di videosorveglianza per il controllo a distanza dei lavoratori.

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