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Trento
16 aprile | 06:00

''L'incendio ci ha portato via tutto e da oggi non sappiamo dove andare. Dormiremo in macchina. Ho due bambini e ho paura me li portino via. Aiutateci''

Per 10 giorni ospiti di un B&b da questa mattina la famiglia di Maria Alejandra Cardaci è sulla strada. Il 5 aprile un incendio ha distrutto la loro casa di proprietà a Brentonico: ''Non so cosa fare, dovremo dormire in macchina, ma per questo motivo ho paura che mi portino via i bambini. Faccio tutto per loro, vanno a scuola, sono seguiti con cura e il solo pensiero che possano portarmeli via è terribile''. Il disperato appello

di Margherita Tomadini

BRENTONICO. “Ora non sappiamo più dove andare e cosa fare. Da quando è scoppiato l’incendio, fino a questa mattina, siamo stati ospitati da un bed&breakfast a Villa Monica, da adesso non abbiamo più un tetto sopra la testa” è disperata Maria Alejandra Cardaci, mamma di due bambini che vive con madre e fratello a Crosano di Brentonico. O almeno ci viveva visto che la loro abitazione è stata divorata dall'incendio scoppiato poco dopo le 23 di domenica 5 aprile: un rogo devastante che ha distrutto l'intero edificio su due piani situato in via Mazzini, nel centro del borgo (Qui l’articolo).

 

La famiglia proprietaria dell'immobile, di origine argentina, composta da cinque persone (nessuna di loro ha riportato conseguenze, fortunatamente) e due cani, che risiedevano lì da qualche anno, è stata aiutata nell'evacuazione dai vigili del fuoco di Brentonico, i primi ad arrivare sul luogo del disastro. I pompieri di Brentonico, Mori, Avio, Ala, Isera, Rovereto e Arco e il personale del corpo permanente di Trento hanno lavorato ininterrottamente per undici ore per spegnere le fiamme e bonificare l'intera area.

 

Ma la casa era distrutta. Dopo il terribile fatto, l'intera comunità si è attivata per reperire vestiti, coperte e altri oggetti di prima necessità da donare alla famiglia, ma Maria Alejandra Cardaci e la sua famiglia si sentono abbandonati dalle istituzioni e chiedono aiuto alla comunità. Ad oggi, infatti, l’incubo non è ancora terminato. La residenza a Crosano erano riusciti a comprarla solo due anni fa e ora la situazione è disperata: “Da questa mattina dobbiamo lasciare il bed&breakfast che ci ha ospitati in questi 10 giorni e non abbiamo nulla. Non so cosa fare, dovremo dormire in macchina, ma per questo motivo ho paura che mi portino via i bambini. Faccio tutto per loro, vanno a scuola, sono seguiti con cura e il solo pensiero che possano portarmeli via è terribile” racconta la donna.

 

In realtà delle soluzioni sono state proposte alla famiglia, ma non sembrano andare veramente incontro alle esigenze e necessità (anche economiche) della famiglia: “Una signora di San Giacomo (località di Brentonico, ndr), si è offerta di darci un appartamento, ma la località è lontana e il cellulare non prende - riferisce al giornale la signora Maria -. È necessario prendere l’auto per fare qualsiasi cosa e non ci sono servizi. Le due macchine che abbiamo sono vecchie e rotte e farebbero una fatica terribile a fare avanti e indietro in quella zona. Ho due bimbi che vanno portati a scuola e io devo andare a lavorare. Non è possibile che non ci siano alternative”.

 

L'appartamento che avrebbe offerto loro la Provincia, invece, si troverebbe a Rovereto, ma sarebbe fruibile solo tra due mesi e presenta altre criticità: “È completamente vuoto, ci sono solo i muri e noi abbiamo perso tutto. L'affitto poi sarebbe fuori dalla mia portata perché sommato a tutte le spese diventerebbe, praticamente, la stessa somma che percepisco io con il mio stipendio che è poco più di ottocento euro al mese. Avendo comprato casa, con fatica e impegno riuscivamo a farcela prima. Ora le cose diventano difficilissime. La nostra idea era di restare a Brentonico per sempre, ora non sappiamo dove andare. Non possiamo permetterci affitti alti, io lavoro in cucina nella casa di riposo del Comune, ho un contratto a tempo indeterminato per fortuna, ma comunque part-time. Mio fratello e mia mamma non lavorano”.

 

L'appello di Maria Alejandra Cardaci è più che chiaro: “Cerchiamo una soluzione che venga incontro a quelle che sono le nostre esigenze. Abbiamo sempre pagato tutto e avuto tutto in regola, la casa era di proprietà, i bambini stanno bene e vanno a scuola. Non è possibile che non esistano delle alternative. Nell'incendio abbiamo perso tutto e noi siamo vivi per miracolo grazie al lavoro dei vigili del fuoco. Aiutateci”. Un appello che rilanciamo. Il numero per mettersi in contatto con la famiglia è questo: 3773066141. E di seguito l’Iban per chi volesse aiutarla in qualche modo: IT16K0801634420000027446276.

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