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Bolzano
22 ottobre | 18:10

Minacce di stupro e messaggi allarmanti, "Non condivideteli, nemmeno per avvertire gli amici". I consigli per evitare di alimentare il panico

Dopo la diffusione di messaggi allarmanti nelle scuole del nord Italia, il Forum per la Prevenzione invita ragazzi e genitori a non alimentare il panico. Ecco i consigli per riconoscere la disinformazione e affrontare la paura

Minacce di stupro e messaggi allarmanti, "Non condivideteli, nemmeno per avvertire gli amici"
Immagine realizzata con IA

BOLZANO. Negli ultimi giorni si sono diffusi in tutto il nord Italia dei messaggi allarmanti che sembravano promettere violenze contro le studentesse di varie scuole. Comprensibilmente, l’allarme si è gonfiato e diffuso tra tutti, mano a mano che questi messaggi correvano da un telefono all’altro.

 

Il contesto in cui questa vicenda si inserisce è quello dei disordini che nello scorso fine settimana si sono visti in particolare a Milano, ma anche in altre città in misura minore: un clima di tensione che ha certamente fatto aumentare il senso di allarme sociale per questi messaggi. In Veneto addirittura i messaggi incriminati sono stati preceduti da falsi allarmi bomba in diversi istituti, alcuni dei quali avevano portato ad evacuazioni. 

 

Ma fin dal principio i testi che circolavano online sono stati brevi, confusi. Mai screenshot di conversazioni in cui i presunti attacchi venivano organizzati, ma messaggi di persone anonime che riferivano di esserne a conoscenza. Testi conclusi con le classiche formule da "catena di Sant'Antonio" come "fate girare", "condividete" e soprattutto tra le ragazze, l'invito a stare a casa ed evitare di andare a scuola per non essere vittime di violenze.

 

Il contenuto era più o meno lo stesso in tutte le città: a volte si parlava di incendi, o di imminenti rappresaglie di gruppi neofascisti, o ancora vere e proprie spedizioni per picchiare stranieri o manifestanti. Un ruolo rilevante oltre alle "classiche" chat Whatsapp e Telegram lo avrebbe anche giocato TikTok, la celebre piattaforma social dove imperversavano messaggi allarmistici. Alla fine il clima è stato talmente esasperato che in alcune zone, in particolare in Lombardia, alcuni studenti sono rimasti a casa da scuola; altrove, anche a Treviso e Verona, sono arrivate centinaia di segnalazioni al 112. 

 

Negli scorsi giorni, fortunatamente, non è avvenuto nulla di quanto minacciato. Le questure dei territori interessati da questo fenomeno, spiega il Post, ritengono questi messaggi infondati. E gli stessi studenti in alcune realtà come la Bicocca o la Bocconi a Milano hanno invitato a non alimentare paranoie a fronte di quelli che vengono ritenuti messaggi di veridicità "fortemente dubbia". 

 

Non si sa ancora chi siano gli autori delle false segnalazioni, anche se le autorità sarebbero al lavoro per individuarli. Nel frattempo, il Forum per la Prevenzione ha stilato alcuni consigli specifici per ragazzi, genitori ed educatori, proprio per affrontare questo genere di situazioni ed evitare di generare panico.

 

Non inoltrare – nemmeno per avvertire gli altri.
Anche se l'intenzione è buona e si vuole "solo" avvertire amici o parenti, ogni volta che si inoltra, si aumenta la portata della disinformazione e si alimenta ulteriormente il panico.

 

Nessuna interazione.
Non mettere "mi piace", condividere o commentare i post. Anche i commenti negativi, a causa degli algoritmi dei social network, portano il contenuto a essere mostrato a un numero ancora maggiore di persone.

 

Segnalare direttamente la disinformazione.
Se tale contenuto appare sulle piattaforme dei social media, deve essere segnalato immediatamente come disinformazione o contenuto che glorifica la violenza utilizzando la funzione di segnalazione della rispettiva app.

 

Fidarsi delle fonti ufficiali.
Le informazioni devono essere sempre verificate tramite media affidabili e organismi ufficiali, mai tramite voci non filtrate in gruppi di chat privati.

 

Parlare con le ragazze.
I genitori dovrebbero affrontare attivamente il problema e chiedere alle ragazze cosa hanno visto o sentito. È importante prendere sul serio le paure senza amplificarle con la propria agitazione.

 

Spiegate il meccanismo della diffusione della paura.
Emozioni forti come la paura e l'indignazione alimentano le fake news. Capire come funziona la disinformazione e perché viene creata rende meno probabile che le persone ne vengano influenzate.

 

Mantenete la calma e mostrate compostezza.
I giovani osservano attentamente il comportamento degli adulti. Un atteggiamento calmo e composto dà a bambini e adolescenti il ​​necessario senso di sicurezza.

 

Discutete regole di condotta concrete.
Invece di farsi prendere dal panico, le famiglie dovrebbero discutere pragmaticamente su come comportarsi in caso di emergenza e chi i giovani possono contattare.

 

Cercate aiuto professionale in caso di stress.
Se un bambino ha visto video inquietanti o soffre di forte ansia, è importante cercare aiuto da professionisti o centri qualificati.

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