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Bolzano
28 settembre | 16:13

Minacciati sul bus da tre uomini col taglierino. Il sindacato: "Sui mezzi pubblici è emergenza sicurezza"

“Ormai non parliamo di casi isolati, ma di una ricorrenza comune. Quando situazioni del genere continuano a ripetersi si tratta di un’emergenza”, dichiara Artan Mullaymeri, segretario regionale di Ulit trasporti Alto Adige

Minacciati sul bus da tre uomini col taglierino

BOLZANO. Stavano rincasando sul bus 110 quando sarebbero stati improvvisamente minacciati da tre uomini armati di taglierino. Attimi di paura sui mezzi pubblici a Bolzano, come segnala una preoccupata cittadina in un post sui social.

 

“Mio figlio stava rincasando dopo un compleanno nella zona di San Giacomo (nel comune di Laives) sul bus 110 diretto a Bolzano. Tre uomini adulti con taglierino hanno cercato di intimidire lui e il suo gruppo di amici, pretendendo che scendessero”, scrive la donna. 

 

Fortunatamente, secondo quanto riportato, il ragazzo si è rifiutato, spostandosi con gli amici verso la postazione dell’autista. Quest’ultimo, resosi conto della situazione, ha fermato il mezzo e chiamato le forze dell’ordine. 

 

“Nel frattempo – scrive la signora – questi uomini, probabilmente alterati, hanno iniziato a darsi botte tra loro. Non è possibile vivere così, sarebbe bello che qualcuno pattugli sui servizi urbani visto tali situazioni. Se no, i ragazzi invece di vivere la propria vita sono costretti a chiudersi in casa”.

 

Si tratta solo dell’ultimo dei casi che riaccendono il dibattito sulla sicurezza sui mezzi pubblici. Artan Mullaymeri, segretario generale regionale di Uilt Trasporti Alto Adige, la definisce una vera e propria “emergenza”. “Ormai non parliamo di casi isolati, ma di una ricorrenza comune. Quando situazioni del genere continuano a ripetersi si tratta di un’emergenza”, dichiara.

 

Per il sindacato servirebbe un protocollo territoriale aggiornato per garantire la sicurezza di lavoratori e cittadini, ma nel frattempo ha attivato un tavolo di lavoro per avanzare proposte concrete.

 

“Vorremmo innanzitutto mappare le zone e le fasce orarie più a rischio – spiega Mullaymeri –, in modo da poterci organizzare meglio, inviando più personale e non lasciando soli i nostri autisti”.

 

Ma non è la sola misura che il sindacato vorrebbe mettere in atto: tra le altre anche le body cam per gli autisti, ma soprattutto quella che il segretario generale definisce come “la piena collaborazione delle forze dell’ordine”.

 

“Premendo il pulsante per chiedere l’aiuto delle autorità al momento parte la chiamata soltanto ai vigili – puntualizza Mullaymeri –. Però spesso l’intervento non è tempestivo perché sono occupati a gestire altre situazioni. Noi vorremmo una piena collaborazione da parte di tutte le forze dell’ordine: se la polizia locale è occupata, dovrebbero attivarsi, carabinieri, guardia di finanza o i militari”.

 

“Noi vogliamo essere messi nelle condizioni di garantire la sicurezza degli utenti e dei lavoratori: un autista o un controllore deve poter partire e tornare tutto intero. Al momento, invece, c’è sempre l’ansia di poter incappare in situazioni pericolose”, continua il segretario. 

 

Una sensazione di ansia e incertezza che arriva fino alle accademie per chi vuole lavorare nei trasporti. Come riporta Mullaymeri ci sono molti interessati ad entrare, ma in tanti si fanno poi scoraggiare dai possibili frangenti pericolosi in cui potrebbero imbattersi.

 

Dal sindacato anche un appello alla cittadinanza: "Serve anche un risveglio della società: non lasciamo soli i conduttori, cerchiamo di intervenire come cittadini nei limiti delle nostre possibilità". 

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