Minacce di violenze nelle chat degli studenti, cresce la paura anche in Trentino. Gerosa: "È intollerabile, auspico che la Polizia postale individui i responsabili"
Messaggi allarmistici e inquietanti che in poco tempo sono diventati virali in diverse zone d'Italia e che hanno raggiunto i cellulari degli studenti trentini. L'assessora provinciale all'Istruzione: "Siamo di fronte a un fenomeno difficile da contenere, che sfugge e quindi anche difficile da contrastare”

TRENTO. “È una cosa intollerabile, da condannare”. Usa queste parole l'assessora provinciale all'Istruzione, Francesca Gerosa in merito ai messaggi allarmanti nelle chat di "Stupri e rivolte nelle scuole” che hanno raggiunto anche il Trentino. Sms tremendi che hanno fatto nascere negli ultimi giorni timori in diverse famiglie.
Stiamo parlando di messaggi allarmistici e inquietanti che in poco tempo sono diventati virali in diverse zone d'Italia e che hanno spinto la polizia postale a indagare per fare luce sulla vicenda.
Il contesto in cui questa vicenda si inserisce è quello dei disordini che nello scorso fine settimana si sono visti in particolare a Milano, ma anche in altre città in misura minore: un clima di tensione che ha certamente fatto aumentare il senso di allarme sociale per questi messaggi.
"Si tratta di messaggi che si sono diffusi velocemente online e che sono stati 'declinati' anche con riferimento a città o luoghi della nostra provincia. Testi violenti e naturalmente preoccupanti, sappiamo che i social da questo punto di vista non conoscono confini territoriali" aveva spiegato nei giorni scorsi a il Dolomiti Maura Zini, presidente dell'associazione dei presidi del Trentino. (QUI L'ARTICOLO)
“È preoccupante – ha rimarcato nelle scorse ore l'assessora Gerosa - vedere come sui social e nelle chat vengano divulgati messaggi che creano allarmismo, che istigano alla violenza. Siamo di fronte a un fenomeno difficile da contenere, che sfugge e quindi anche difficile da contrastare”.
L'obiettivo principale, ha spiegato la responsabile dell'Istruzione in Trentino , è quello di tutelare i ragazzi e le ragazze che vanno a scuola. “Non possiamo permettere che abbiano paura di subire violenza. Le ragazze non possono temere di uscire di casa, questo è inaccettabile”.
L'auspicio da parte dell'assessora Gerosa, è che “la polizia postale possa riuscire a trovare chi è il responsabile di tutto quello che sta accadendo. È intollerabile” ha concluso.


















