Venerdì il corteo degli studenti, ma spunta una seconda manifestazione: "Non partecipate, non è stata autorizzata"
Venerdì 30 ottobre la manifestazione "Riprendiamoci il nostro futuro", con partenza alle 10.30 da piazza Mazzini. Il movimento Stc Bolzano prende le distanze dalle locandine di un secondo corteo e invita alla calma dopo la diffusione sui social di presunte chat con minacce

BOLZANO. “Non partecipate al secondo corteo, non è stato nemmeno comunicato alle autorità”. È l’appello del movimento studentesco “Stc Bolzano” riguardo alla manifestazione prevista per questo venerdì 30 ottobre nel capoluogo altoatesino.
La manifestazione ufficiale “Riprendiamoci il nostro futuro”, organizzata adempiendo a tutti gli obblighi di legge, partirà alle 10.30 da piazza Mazzini. Si tratta di un corteo studentesco pacifico, che porterà vari temi per le vie della città.
Negli ultimi giorni, però, sui social sono apparse delle locandine facenti riferimento a un secondo corteo. Gli organizzatori della manifestazione ufficiale ne prendono le distanze e invitano a non partecipare: “Non è stato nemmeno comunicato alle autorità”.

Sullo sfondo c’è la paura che il corteo venga rovinato, com’è già successo a manifestazioni simili in altre città italiane, da estremisti o da chi ci vede semplicemente un’occasione per fare danni e confusione, screditando così la legittimità della protesta.
Sui social, oltre agli inviti alla manifestazione, sarebbero apparse chat e liste di ragazze simili a quelle apparse in tutta Italia nelle scorse settimane: con minacce di violenze e stupri. Dagli organizzatori si invita alla calma: “Si tratta di chat e liste false create per seminare paura. Quello del 30 ottobre sarà un corteo pacifico”.
Per questo il movimento studentesco “Stc Bolzano” ci tiene a ricordare che il corteo ufficiale è quello previsto in mattinata, con ritrovo e concentramento alle 10.30 in piazza Mazzini. “Sarà una protesta pacifica, ricordiamo di non coprirsi il volto, indossare caschi o fare qualsiasi azione che possa mettere in pericolo manifestanti o l'andamento della manifestazione", si legge nel comunicato.
Tra le tematiche che gli studenti porteranno in piazza ci sono i finanziamenti alle guerre a discapito degli investimenti su istruzione, ricerca e università, oltre che l'esclusione sociale e il divieto di educazione sessuale nelle scuole.
"Nonostante le belle parole della politica, anche in provincia di Bolzano esistono evidenti problematiche legate al mondo della scuola – scrivono – edifici vecchi e da ristrutturare, carenza di organico del personale docente, sottopagato rispetto all'impennata del carovita, mezzi pubblici in costante ritardo".
“Detto ciò, anche se tutto funzionasse, pretendiamo che i soldi spesi in armi e guerre vengano convogliati per migliorare sempre di più il sistema scolastico e le nostre possibilità per un futuro migliore. Per noi, studenti e studentesse, per chi frequenta l’università, per chi fa ricerca con stipendi da fame”, concludono.


















