Montagna, i numeri dei soccorsi: quasi 4 interventi al giorno, 39 decessi (in aumento) e più volontari. I dati dall'Alto Adige
Il Soccorso alpino e speleologico dell'Alto Adige ha tracciato un bilancio delle attività dello scorso anno: “I dati – scrivono – evidenziano un incremento degli interventi rispetto all'anno precedente, con 109 operazioni in più. In aumento anche il numero dei decessi, che nel 2025 ha raggiunto quota 39”

BOLZANO. Più interventi e più decessi in quota. È questo, in estrema sintesi, il bilancio fornito dagli operatori del Soccorso alpino e speleologico dell'Alto Adige nel fare il punto sulle attività effettuate nel corso del 2025. Lo scorso anno infatti i tecnici hanno portato avanti in tutto ben 1400 operazioni di soccorso – una media di circa 3,8 interventi al giorno – in crescita (+109) rispetto ai 1291 del 2024.
Rispetto al netto calo registrato negli anni della pandemia – nel 2021 il numero di interventi aveva toccato il record negativo degli ultimi 10 anni con 1043 soccorsi – il trend è in crescita, anche se il totale degli interventi rimane più basso dei picchi raggiunti prima del 2020 (nel 2017, 2018 e 2019 il totale aveva toccato rispettivamente 1440, 1512 e 1533 operazioni di soccorso).
In aumento, evidenzia il Soccorso alpino, anche il numero dei decessi, che nel 2025 ha raggiunto quota 39. Si parla quindi di poco più di 3 incidenti mortali al mese, con un aumento di 4 unità rispetto al totale del 2024, quando i decessi registrati erano stati 35. La mountain bike, precisano i tecnici, si conferma come la terza causa di incidenti in montagna che richiedono l'intervento delle squadre di soccorso.
Al primo posto si confermano le attività escursionistiche (627 gli interventi di soccorso nel 2025), seguite dallo sci in pista (252 interventi). Dopo le mountain bike, la quarta attività più coinvolta è l'alpinismo (108 interventi), seguita dallo sci alpinismo (70 interventi) e ferrate (61 interventi). In generale, le persone coinvolte negli interventi sono state recuperate nella maggior parte dei casi (793) ferite. Ben 369 sono invece le persone recuperate indenni e 141 quelle in pericolo di vita. Sette invece le persone che non sono state ritrovate.
“Un segnale positivo – dicono i soccorritori – arriva dal numero dei volontari, in crescita: l'organizzazione conta oggi 642 soccorritori, suddivisi in 54 aspiranti, 343 soccorritori, 110 tecnici di elisoccorso, 43 medici, 22 istruttori, 5 unità cinofile e 65 soci non operativi/emeriti”. L'organico, guidato dal presidente Alberto Covi, comprende soccorritori e guide alpine di madrelingua tedesca, italiana e ladina, distribuiti in 21 stazioni alpine e 1 stazione speleologica.
“Il Soccorso alpino e speleologico dell'Alto Adige – conclude l'ente – esprime un sentito ringraziamento a tutti i soci, ai membri e ai sostenitori per l'instancabile impegno e la preziosa collaborazione. Insieme continuiamo a garantire sicurezza e tempestività di intervento sulle montagne e nelle grotte dell'Alto Adige”.












