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Trento
12 aprile | 19:28

Morso al naso da un lupo a Rovereto? Dopo la fake intervengono le associazioni animaliste: "Narrazione che serve solo ad alimentare la paura"

Enpa del Trentino Sezione di Rovereto, Io non ho paura del lupo Aps, Lav Trentino, Lipu sezione di Trento, Wwf Trentino-Alto Adige/Südtirol dichiarano: "Ogni informazione diffusa al pubblico dovrebbe essere verificata, contestualizzata e supportata da evidenze scientifiche, evitando semplificazioni e notizie riportate in maniera superficiale senza i dovuti approfondimenti”

TRENTO. "Non vi sono elementi oggettivi che consentano di attribuire l’episodio a un attacco da parte di un lupo”. Queste le parole che giunte dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia in merito alla notizia, diffusa ieri dal quotidiano l'Adige, nella quale si fa riferimento ad un ragazzo che sarebbe stato “aggredito dal lupo al Bosco della città”.

 

Il giovane, secondo quanto riportato dal giornale, stava passeggiando con il suo cane Amstaff quando ad un certo punto si sarebbe trovato davanti un animale di grossa taglia che viene poi indicato come “un lupo”.

 

Quest'ultimo, una volta arrivato davanti al ragazzo lo avrebbe aggredito mordendolo al naso e causandogli diverse ferite sul viso. Il ragazzo sanguinante, assieme ad un amica, avrebbe poi chiamato un taxi per tornare a casa e poi da lì con l'ambulanza all'ospedale.

 

La vicenda ha sollevato diversi dubbi, in particolare sulla presenza di un lupo e per questo si è reso necessario il chiarimento della Provincia.

 

Ma oggi ad intervenire sono  anche le associazioni animaliste che, in una nota congiunta, prendono posizione chiedendo una maggiore responsabilità dei media.

 

“Recentemente la stampa locale ha riportato notizie relative a presunti episodi di aggressione da parte di grandi carnivori in Trentino. - scrivono ENPA del Trentino Sezione di Rovereto, Io non ho paura del lupo APS, LAV Trentino, LIPU sezione di Trento, WWF Trentino-Alto Adige/Südtirol - Tra questi, il recente caso di una persona che dichiara di essere stata ferita al naso da un lupo in un parco di Rovereto, per il quale la Provincia ha già precisato che non esiste alcun elemento utile ad attribuire le ferite ad un lupo. Si è parlato poi dei graffi ad una donna in Val di Rabbi, anch’essi riconducibili al lupo secondo il racconto della persona coinvolta e, andando indietro nel tempo, il presunto attacco di un orso nel Bleggio, episodio per il quale non sono mai emersi riscontri oggettivi”.

 

“Si tratta di episodi estremamente delicati, che richiederebbero un approccio rigoroso, fondato su verifiche puntuali, analisi tecniche e riscontri oggettivi – dichiarano le associazioni animaliste - Al contrario, assistiamo ancora una volta alla diffusione di notizie prive di adeguata validazione, basate esclusivamente sulle dichiarazioni delle persone coinvolte e rilanciate con toni allarmistici, senza verifiche fattuali e senza il necessario approfondimento scientifico e istituzionale”.

 

Le associazioni si scagliano contro chi racconta “una presunta aggressione da lupo utilizzando titoli roboanti senza evidenze certe. Non è solo scorretto: è irresponsabile - dichiarano - Questo tipo di narrazione contribuisce ad alimentare paura e tensione sociale, compromettendo un dibattito che dovrebbe invece basarsi su dati, competenze e responsabilità”. “La convivenza con i grandi carnivori è una sfida complessa- dichiarano ancora gli animalisti - proprio per questo motivo, ogni informazione diffusa al pubblico dovrebbe essere verificata, contestualizzata e supportata da evidenze scientifiche, evitando semplificazioni e notizie riportate in maniera superficiale senza i dovuti approfondimenti”.

 

In conclusione ENPA del Trentino Sezione di Rovereto, Io non ho paura del lupo APS, LAV Trentino, LIPU sezione di Trento, WWF Trentino-Alto Adige/Südtirol lanciano un appello a tutti gli operatori coinvolti “affinché si ristabilisca il dovuto rigore nella comunicazione pubblica su questi temi”.

 

Se ciò non dovesse accadere le associazioni si riservano di “valutare ogni opportuna azione, anche nelle sedi competenti e presso l’Ordine dei Giornalisti, a tutela di un’informazione corretta verso la comunità”.

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