Morta dopo un morso di zecca, Gianna Sommavilla aveva 76 anni. Dai primi malesseri all'encefalite, Zuccali: "Da inizio anno in Trentino 7 casi di infezioni da Tbe"
Ad inizio giugno la 76enne si era sentita male ed era stata ricoverata all'ospedale di Cavalese. Poi il trasferimento all'ospedale di Trento e i tentativi dei medici di salvarle la vita che si sono però rivelati vani. La direttrice del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari: "La situazione si è aggravata in maniera molto veloce"

TRENTO. La febbre alta, i problemi neurologici e i tentativi disperati dei medici di salvarle la vita che si sono rivelati purtroppo inutili. Lutto in Val di Fiemme per la morte di Gianna Sommavilla, la donna di 76 anni che, a seguito di un morso di zecca e di una grave encefalite, è morta ieri all'ospedale Santa Chiara di Trento.
“L'evoluzione dell'infezione è stata immediatamente molto grave” ha spiegato a il Dolomiti la dottoressa Mariagrazia Zuccali, direttrice del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari.
Secondo quanto ricostruito la donna, residente a Ziano di Fiemme, aveva iniziato ad avvertire i primi malesseri ad inizio giugno tanto da decidere, assieme ai famigliari, di rivolgersi all'ospedale di Cavalese. La febbre alta e sintomi sempre più acuti hanno però portato i medici a decidere per un trasferimento all'ospedale di Trento.
“Le analisi hanno permesso di capire in breve tempo che si trattava di un'infezione da zecca – ha spiegato la Zuccali – e la situazione purtroppo si è aggravata velocemente”. Fino al drammatico epilogo avvenuto ieri pomeriggio al Santa Chiara con la morte della 76enne.
Da inizio anno, ha spiegato la responsabile del dipartimento prevenzione di Asuit, in Trentino ci sono stati 7 casi di infezione da Tbe, 2 dei quali si sono poi manifestati come encefaliti e uno purtroppo ha portato al decesso.
Gianna Sommavilla era molto conosciuta e tra le sue passioni c'era quella per gli Schützen ed è proprio dalla Schützenkompanie Ladins de Fasha che sono arrivate le prime parole di condoglianze. “È con profondo dolore che comunichiamo la prematura scomparsa della nostra Marketenderin Giovanna Sommavilla, conosciuta da tutti come Giana. Da 30 anni all'interno della Compagnia, è sempre stata una presenza costante ed importante per tutti noi, facendo scuola alle donne entrate nella Compagnia nel corso degli anni”.
Ad esprimere le proprie condoglianze alla famiglia anche il sindaco di Ziano di Fiemme, Fabio Vanzetta. “Non è il primo caso – ha spiegato telefonicamente – che avviene da noi. Fortunatamente gli altri non hanno avuto un decorso così drammatico. C'è massima attenzione”.
ATTENZIONE ALLE ZECCHE IN CASO DI ESCURSIONI E PASSEGGIATE
Con la stagione estiva aumenta la presenza delle zecche nei boschi del Trentino e quindi la possibilità di essere infettati dai piccoli parassiti che si nutrono del sangue dell’uomo e degli animali. Le punture non sono dolorose e non si sentono, ma possono purtroppo avere conseguenze gravi, se il parassita è infetto.
Le principali malattie trasmesse dalle zecche sono la malattia di Lyme e la Tbe (o encefalite da zecca). In Trentino la vaccinazione contro l’encefalite da zecca è disponibile anche in questa stagione, basta verificare la disponibilità nelle varie sedi sul Cup online.
Per evitare le punture di zecca in occasione di escursioni nei boschi è importante camminare sui sentieri ed evitare il più possibile il contatto diretto con le piante o con l'erba. Occorre vestirsi con abiti coprenti (manica lunga e pantaloni lunghi) e di colori chiari, mettere scarpe chiuse e cappello. Utilizzare repellenti a base di deet sulla pelle scoperta.
Dopo ogni escursione è consigliabile verificare che non ci siano zecche sulla pelle, controllando tutto il corpo e non solo le zone scoperte. Un’eventuale zecca va tolta il prima possibile, ma non è necessario andare al pronto soccorso, basta avere una pinzetta (ne esistono di apposite).
L'Azienda sanitaria ha più volte spiegato di non applicare sostanze irritanti sul parassita, non toccare la zecca direttamente con le mani, con la pinzetta afferrare la zecca vicino alla pelle, senza schiacciarla; tirare delicatamente, senza strappi, fino al distacco. Disinfettare la piccola ferita (con disinfettanti non coloranti) o lavare con acqua e sapone, rendere inoffensiva la zecca estratta (bruciarla o incollarla su nastro adesivo).
Per il mese successivo è importante controllare ogni giorno la pelle dove è stata trovata la zecca e se compaiono macchie rosse che si allargano sulla pelle e/o febbre, dolori articolari o altri disturbi, rivolgersi subito al proprio medico.












