Muore a 38 anni dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana, ma l’anagrafe la nega a 5 dei suoi figli: battaglia legale per cambiare il destino di molte famiglie
Maher Sattouf è morto a Trento a metà marzo e lo scorso anno era riuscito ad ottenere la cittadinanza italiana. Dei suoi sette figli, i due minori sono diventati italiani mentre per agli altri cinque è stata rigettata la richiesta di riconoscimento della cittadinanza. Sono stati esclusi perché una modifica normativa introdotta nel 2025 ha irrigidito criteri e procedure toccando drammaticamente la vita di tante famiglie: ora è partita una causa legale grazie all'impegno dell'associazione Melting Pot

TRENTO. Una morte che pesa. Non solo per l'età, 38 anni, e nemmeno per la storia fatta di fuga dalla guerra e ricostruzione della propria vita. Ma perché lascia in sospeso una battaglia iniziata e che la malattia gli ha impedito di portare a termine.
Maher Sattouf è arrivato in Italia otto anni fa attraverso un corridoio umanitario, uno dei pochi canali ufficiali pensati a garantire la mobilità umana per mettersi in salvo per salvare le vite delle persone. Voleva, assieme alla moglie, dare un futuro a uno dei suoi bambini, affetto da una malattia rara alle ossa.
Fuggiva dalla Siria, dalla guerra. Qui a Trento si è messo in gioco attivamente per integrarsi e ha sempre fatto quello che lo Stato gli chiedeva: si è integrato, ha trovato un lavorato ed è riuscito anche a dare concretamente una importante mano alla sua comunità. Se è impegnato al massimo ed è diventato lo scorso anno cittadino italiano.
Ma questo, purtroppo, non è stato abbastanza. Perché mentre lui otteneva quel riconoscimento cinque dei suoi sette figli restano senza nulla, sospesi. Erano arrivati con lui in Italia e nonostante questo sono rimasti invisibili allo Stato. Solamente i due più piccoli sono riusciti ad ottenere la cittadinanza. Gli altri sono stati esclusi non per qualche questione di parentela ma perché una modifica normativa introdotta nel 2025 ha irrigidito criteri e procedure toccando drammaticamente la vita di tante famiglie.
Dopo la morte di Maher Sattouf è rimasta una famiglia divisa nei diritti, cinque figli sono rimasti senza aver mai ottenuto dallo Stato lo stesso riconoscimento che lui aveva conquistato e che lui stesso voleva che ottenessero. La vicenda, però, non è finita qui.
Per la battaglia di Maher Sattouf di far riconoscere la cittadinanza italiana a tutti i suoi figli continua. Grazie all'impegno dell’Associazione Melting Pot, infatti, è stata avviata una causa legale pilota e seguita da uno studio legale romano Studio Legale Antartide .
Si contesta il rigetto della richiesta di cittadinanza da parte dell’anagrafe di Trento. La questione è delicata e complicata. Tutto nasce dalle modifiche della legge sulla cittadinanza introdotta lo scorso anno e voluta dal Governo.
Il decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, convertito nella legge 23 maggio 2025, n. 74, ha modificato la legge n. 91/1992 sulla cittadinanza. Se da un lato il dibattito, come spiegato dall'associazione Melting Pot si è concentrato soprattutto sulle limitazioni introdotte per quanto riguarda il principio ius sanguinis e cioè l'acquisizione della cittadinanza per nascita da genitori (o ascendenti) già cittadini, indipendentemente dal luogo di nascita, la modifica entrata in vigore lo scorso anno, poco prima che Maher Sattouf potesse giurare come italiano, ha avuto anche un altro impatto importante per quanto riguarda l’acquisto della cittadinanza dei figli minori nati all’estero conviventi di genitori che si naturalizzano.
In poche parole, spiega Melting Pot, la regola storica prevedeva che il figlio minorenne che al momento del giuramento convive con il genitore straniero che acquista la cittadinanza italiana diventa automaticamente cittadino italiano dal giorno successivo al giuramento del genitore.
Le nuove modifiche, però, hanno cambiato una parte importante di questa regola. Secondo l’interpretazione fornita dal Ministero per i minori nati all’estero quanto stabilito dalla vecchia regola. Oggi, per l’acquisto automatico della cittadinanza da parte del figlio minore nato all’estero di un genitore che si naturalizza, vengono richiesti tre requisiti. Il minore deve essere nato in Italia, oppure essere residente in Italia da almeno due anni al momento del giuramento del genitore. Da qui si escludono i figli minori che raggiungono il genitore a ridosso del giuramento. Per la cittadinanza dei figli non nati in Italia la richiesta è che il genitore che si naturalizza deve essere residente in Italia almeno due anni prima della nascita del figlio nato all’estero. Una regola che sostanzialmente va ad escludere tutti quei figli che sono arrivati in Italia insieme al genitore e dunque il genitore non era residente in Italia prima della loro nascita, anche se residenti da molti anni e anche se pienamente inseriti nel contesto sociale e scolastico. Una situazione che riguarda proprio cinque dei sette figli di Maher Sattouf che oggi non sono ancora stati riconosciuti dallo stato.
Una storia che interroga e che, purtroppo, lascia aperte ferite. Quella di Maher Sattouf non è solo una vicenda personale, ma il simbolo di un sistema che, tra norme e interpretazioni, rischia di perdere di vista le persone. Era la battaglia di Maher, la sua voce non si è spenta e sarà portata avanti.












