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Trento
27 settembre | 08:38

Muore per un tumore ai polmoni dopo aver lavorato come saldatore: riconosciuta la malattia professionale, moglie e figlie risarcite

L'uomo aveva lavorato per circa 33 anni come saldatore in un'azienda trentina. Il giudice ha riconosciuto l'origine professionale della malattia che l'ha colpito riconoscendo  la rendita ai superstiti e l'assegno funerario

Muore per un tumore ai polmoni dopo aver lavorato come saldatore

ROVERETO. Il tumore ai polmoni che l'ha colpito e ucciso è legato al suo lavoro. La morte deriva quindi da una malattia professionale. A deciderlo è stato il tribunale di Rovereto con una sentenza (Qui il testo completo) nella quale stabilisce che ora l'Inail deve riconoscere ai famigliari la rendita stabilita per legge. 

 

La vicenda riguarda un uomo che per 33 anni ha lavorato come saldatore in un'azienda trentina a contatto con cromo esavalente e il nichel. Nel 2024, a circa 60 anni, è morto di cancro.

 

A seguito di questa morte i familiari, assistiti dagli avvocati Giovanni Guarini e Laura Manunta, avevano chiesto, come previsto dalla legge, una rendita, nella convinzione che il tumore che aveva stroncato il proprio caro derivasse proprio dal lavoro svolto e dall'esposizione ai fumi derivanti dalla saldatura. 

 

Una richiesta che inizialmente l'Inail ha respinto sostenendo due cose: la prima che l'uomo fosse un fumatore e la seconda che non fosse adibito alla lavorazione dell'acciaio ma del ferro.

 

Da qui la decisione di moglie e figlie di andare davanti al giudice sostenendo la natura professionale della malattia che ha colpito l'uomo sottoposto  per anni ai fumi della saldatura.

 
Nel corso del processo sono state raccolta diverse testimonianze che hanno permesso di appurare che nell'azienda non era presente  una separazione tra il reparto di lavorazione del ferro e quello dell'acciaio inox. Per diverso tempo non era stato presente un adeguato impianto di areazione e non venivano usati adeguati dispositivi di protezione. 

 

Elementi che sono stati ritenuti decisivi ai fini della sentenza in contrasto con la tesi portata avanti inizialmente dall'Inail vista anche la promiscuità del luogo di lavoro e l'esposizione quindi proprio con quelle sostanze come cromo esavalente e nichel tabellate per la neoplasia polmonare.

 

Il giudice ha ritenuto determinante l'esposizione alle sostanze presenti nell'ambiente di lavoro, anche in assenza di un incarico specifico nella lavorazione dell'acciaio inox. Da qui la sentenza nella quale il giudice ha riconosciuto quindi la rendita ai superstiti e l'assegno funerario. L'Inail dovrà poi pagare anche le spese processuali.  

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