Nascosto nel muro della scuola un quaderno e dei fogli di alunne del 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale. La dirigente: ''Grande stupore. Vorremmo rintracciare le autrici''
L'inattesa scoperta è avvenuta nelle ultime settimane alla scuola elementare Ippolito Nievo di Udine in una intercapedine, quasi come se questi scritti fossero stati nascosti di proposito. L'assessore Federico Angelo Pirone: ''E' un ritrovamento straordinario dal quale sono sicuro che la comunità scolastica riceverà grande ispirazione, e quindi la capacità di trarre un grande valore educativo e didattico, da un elemento proveniente da uno dei periodi più drammatici della nostra storia recente''

UDINE. “C'è stato grande stupore e grande meraviglia sia da parte del corpo docenti che da parte mia per questo ritrovamento, che testimonia una volta di più il valore della scuola, che anche in un contesto terribile come la guerra ha saputo rappresentare quel baluardo di normalità fondamentale per la vita di una comunità”. Queste le parole con le quali la professoressa Sara Cuomo, dirigente scolastica della scuola primaria Ippolito Nievo di Udine, raggiunta da Il Dolomiti, ha voluto descrivere l'eccezionale ritrovamento avvenuto all'interno della scuola alcune settimane fa. Mentre si stavano eseguendo dei lavori di efficientamento energetico, infatti, è apparso in un'intercapedine a ridosso del muro, un quaderno e un insieme di fogli misti contenenti testi e compiti eseguiti dagli alunni della stessa scuola, ma nel 1944, vale a dire in piena Seconda Guerra Mondiale.

Un ritrovamento in grado di emozionare per un insieme di fattori, dal momento storico particolarmente duro da cui gli scritti provengono (periodo peraltro dell'occupazione tedesca), al luogo dove si trovavano sembrando quasi nascosti di proposito, fino alla cura nel tratto di questi scritti che conferisce al testo una pulizia e una bellezza estetica rimasta intatta anche dopo più di ottant'anni. Si possono scorgere, oltre ad una copertina che rimanda alla favola della volpe e del corvo, dei compiti di matematica e di italiano, che rivelano anche qualche particolare curioso, come riportato dalla stessa dirigente scolastica: “Sono dei testi di grande importanza storica anche per la presenza di termini desueti, come ad esempio 'il bottaio', che ci consentono un confronto tra passato e presente. Pensavamo infatti di esporre i quaderni in una teca nell'atelier digitale che è un luogo di grande innovazione, dove oggi ci sono tavoli all'avanguardia e vengono svolti corsi di 'coding' o attività di 'Stem' e digitali (che offrono formazione su pensiero computazionale, Scratch, robotica educativa e cittadinanza digitale ndr)''.
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''Ci piacerebbe inoltre – conclude la professoressa Cuomo – ragionare nell'ottica di una restituzione e rintracciare le autrici di questi testi. Forse alcune sono ancora vive e potrebbero offrirci uno sguardo su com'era la vita in quegli anni e come hanno vissuto la scuola”. E d'altronde nomi e cognomi di quei piccoli alunni dell'epoca sono ben visibili: Sandra Folegotto, Velia Ambrosio, Adriana Domessi. Questi alcuni griffati in testa alle pagine.
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Sui quaderni del 1944 ritrovati dentro l'istituto è intervenuto anche l'assessore all'istruzione del comune di Udine Federico Angelo Pirone, che ha rimarcato l'importanza dell'inattesa scoperta, e ha commentato: “E' un ritrovamento straordinario dal quale sono sicuro che la comunità scolastica riceverà grande ispirazione, e quindi la capacità di trarre un grande valore educativo e didattico, da un elemento proveniente da uno dei periodi più drammatici della nostra storia recente''.
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