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| 09 ottobre | 17:59

Nelle sue tagliole anche due ghiri (mammiferi protetti) e diversi pettirossi (uccelli particolarmente protetti): condannato un bracconiere in via definitiva

Un 61enne è stato condannato per maltrattamento di animali e uso di mezzi di caccia non consentiti nei confronti di specie protette e particolarmente protette

Nelle sue tagliole anche due ghiri (mammiferi protetti) e diversi pettirossi (uccelli particolarmente protetti)
di Redazione

BRESCIA. E' arrivata anche la condanna definitiva: 4 mesi di reclusione confermati dopo dalla Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione dopo che già il 30 settembre 2025 la Corte d’Appello di Brescia aveva ritenuto colpevole un bracconiere di 61 anni.

A darne notizia la Lac (Lega Abolizione Caccia) che si era costituita nel procedimento penale. ''Il cacciatore di frodo - spiega l'associazione animalista -, residente nel Bresciano e vecchia conoscenza del personale di vigilanza venatoria, è stato ritenuto colpevole dei reati, in concorso, di maltrattamento di animali, uso di mezzi di caccia non consentiti nei confronti di specie protette e particolarmente protette''.

Al momento degli accertamenti, infatti, erano state sequestrate 91 piccole tagliole metalliche, ''strumenti micidiali - spiega la Lac - collocati per catturare esemplari di fauna locale. Nelle trappole erano stati rinvenuti due ghiri (mammiferi protetti) e diversi pettirossi, uccelli particolarmente protetti dalla L. 157/1992 e dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica in Europa''. Pratiche, purtroppo, diffuse soprattutto nelle valli e sulle montagne a cavallo tra provincia di Brescia e Trentino come raccontavamo qualche giorno fa quando tre cacciatori erano stati denunciati nella zona del lago di Garda mentre un'altra persona era stata fermata con oltre 230 trappole (qui articolo).

''L'uomo - prosegue la Lac - già denunciato in passato per analoghi atti di bracconaggio e di nuovo per episodi simili nell'ottobre 2021, ha mostrato una reiterata pervicacia criminale. Alla vista degli agenti della Polizia Provinciale era fuggito a piedi, per poi fornire indicazioni false sulla propria posizione e ripresentarsi solo a distanza di ore. Le argomentazioni del ricorrente per rivalutare il quadro istruttorio sono state ritenute inammissibili dalla Suprema Corte. La Lega Abolizione Caccia (LAC), che si era costituita nel procedimento penale, proseguirà la propria battaglia giudiziaria e d'informazione per garantire che reati abbietti e futili contro la fauna selvatica non restino impuniti. Le valli bresciane fanno parte di uno dei 7 blackspot dove ogni anno spariscono milioni di esemplari di preziosa avifauna Ringraziamo - concludono - i nostri volontari sempre instancabili nella lotta contro il bracconaggio''.

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