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| 26 ottobre | 17:46

Cacciatore abbatte un camoscio con proiettili non ammessi e con i cani da segugio senza autorizzazione: dovrà pagare 3mila euro alla Regione

Mentre nelle scorse ore la polizia provinciale dava notizia del ritorno in natura di due caprioli che erano stati vittime di incidenti stradali emergono anche delle operazioni nei confronti di ''cacciatori''. Nella Bassa Bresciana beccati due cacciatori di frodo sorpresi con reti e fonofil per catturare volatili

di Redazione

PASPARDO. Due caprioli, un maschio e una femmina rimasti feriti qualche tempo fa in due distinti incidenti stradali sono tornati in libertà, guariti dai traumi riportati negli scontri grazie alle cure del personale del Cras. Nel fine settimana appena passato, gli agenti del Nucleo Ittico Venatorio della Polizia Provinciale di Brescia hanno provveduto alla reintroduzione in natura dei due esemplari. I due giovani caprioli hanno trascorso oltre quattro mesi di permanenza al Cras (Centro di Recupero Animali Selvatici) di Paspardo, dove erano stati trasportati per le cure del caso dagli agenti del Nucleo Ittico Venatorio che li avevano soccorsi.

 

''Nelle scorse ore - spiegano dalla provincia di Brescia - accertato il loro pieno recupero, gli animali, secondo prassi, sono stati liberati in una foresta demaniale della Regione Lombardia, dove vige il divieto di caccia''. Ma per degli ungulati che tornano in libertà le brutte notizie, come al solito, arrivano dagli umani. La Polizia Provinciale ha denunciato nella Bassa Bresciana due cacciatori di frodo, sorpresi mentre, di notte, con reti e fonofil, cercavano di catturare volatili con l’obiettivo di alimentare il commercio abusivo di uccelli da richiamo.

 

In Valsabbia, invece, è stato denunciato un cacciatore che aveva appena abbattuto un camoscio utilizzando munizioni non ammesse per quel tipo di caccia e con l’ausilio di cani segugio. L’uomo, cui è stato notificato il divieto di detenzione di armi, dovrà anche risarcire 3.000 euro alla Regione Lombardia per il prelievo non autorizzato del camoscio.

 

“Ringrazio i nostri agenti per la professionalità e per la passione profusa per la tutela della fauna selvatica e del nostro territorio, vigilando sull’attività venatoria e collaborando in maniera proficua con il CRAS di Paspardo per la cura degli animali feriti e la loro reintroduzione nel loro habitat naturale”, ha sottolineato il Consigliere delegato alla Polizia Provinciale, Daniele Mannatrizio.

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