Cattura i pettirossi con centinaia di trappole sugli alberi del bosco, nei guai un cacciatore. I volontari: "Siamo riusciti a salvare solo due uccellini"
La testimonianza del Cabs: "Grave episodio nella zona del lago d'Idro, in territorio bresciano ma vicino al confine con il Trentino. Quasi 200 trappole a scatto per catturare pettirossi. In una abbiamo trovato anche un ghiro"

IDRO. Un cacciatore colto in flagrante in un atto di bracconaggio ai danni dei pettirossi: questo quanto denunciato dal Cabs, l'associazione che a livello internazionale lavora per contrastare il bracconaggio degli uccelli migratori (qui l'approfondimento).
L'episodio, l'ultimo in ordine temporale portato all'attenzione dall'associazione che ha sede in Germania, è avvenuto nella zona del lago d'Idro, in territorio bresciano ma vicino al confine con il Trentino.
"Su un crinale montuoso la polizia - racconta il Cabs - agendo sulla base delle informazioni che le abbiamo fornito ha colto in flagrante un uomo con oltre 190 trappole a scatto posizionate per catturare pettirossi. Il responsabile, un cacciatore in possesso di licenza, aveva disseminato le piccole trappole in tutto il bosco e quella mattina, nel giro di poche ore, aveva già catturato quasi 30 uccelli".
Due pettirossi sono stati salvati, raccontano i volontari, ma gli altri erano purtroppo già morti. "In una delle insidiose trappole abbiamo trovato anche un ghiro".
I pettirossi, spiega il Cabs, sono considerati una prelibatezza in alcune regioni del nord Italia; sono uccelli migratori comuni e poco costosi da catturare. "I responsabili di solito non catturano gli uccelli per guadagno economico, ma come parte di antiche tradizioni locali", si legge.


















