"Nonostante i divieti e i cartelli la voglia di selfie vince. Genitori portano i bambini sul lago ghiacciato ma è rischioso. Lo spessore del ghiaccio non è più quello di un tempo"
Tatiana Pais Becher, che del comune di Auronzo di Cadore è stata sindaca per cinque anni, dal 2017 al 2022, "spettacoli" di questo tipo li vede ogni giorno, visto che il negozio di articoli sportivi del papà, "Lavaredo Sport Misurina", affaccia proprio sul bacino di Misurina. "La stragrande maggioranza sono turisti stranieri, molti provenienti dall'Asia, come asiatici, indiani, coreani. Ignorano i cartelli di divieto e vanno sul lago ghiacciato per scattarsi qualche fotografia. Lo scenario è cambiato completamente: più volte sono uscita dal negozio urlando che era pericoloso camminare e sostare sul lago a chi era lì per scattarsi un selfie, incurante dei rischi"

AURONZO DI CADORE. Solamente pochi giorni fa alcuni turisti sprovveduti sono finiti nelle acque del lago di Braies: per scattarsi una foto sul fondo ghiacciato hanno deciso di sfidare il pericolo. In tanti hanno rischiato di fare la stessa fine e, per salvarli, si è dovuta attivare la macchina d'emergenza.
Il video, girato da chi in quel momento si trovava sulle rive e aveva saggiamente scelto di non "tentare" - inutilmente (per cosa poi? Per una foto?) - la sorte, ha fatto rapidamente il giro del mondo, arrivando sino in Brasile.
Ebbene, quella vissuta in Alto Adige è una situazione che si ripete più o meno ovunque, in presenza di un lago ghiacciato. Più "iconico" è il bacino e più vi è la corsa per realizzare uno scatto da postare sui propri social e da inviare agli amici. Con il rischio di finire improvvisamente nell'acqua gelata e, a quel punto, di rimetterci la vita.

Sì, perché chi lo derubrica ad un divertente, financo "goffo" incidente del quale ridere, non conosce minimamente la montagna e le sue componenti. E, allora, ecco che da anni al lago di Misurina, nella meravigliosa cornice delle Dolomiti Bellunesi, ogni giorni ci sono gli incoscienti che scendono dalla riva s'incamminano, chi più e chi meno, sul fondo ghiacciato del bacino.
Non sapendo se, sotto i propri piedi, vi sia uno strato di pochi centimetri e o un metro di ghiaccio.
I cartelli di divieto? Non visti (eppure ce ne sono tanti) oppure volutamente ignorati, in sprezzo a qualsiasi regola. Turisti, stranieri per la maggior parte, tantissimi provenienti da paesi lontanissimi, che non conoscono minimamente la montagna e fanno ciò che vogliono. E non solamente sul lago.

Da chi, in ciabatte da spiaggia, vorrebbe affrontare una ferrata, a chi chiede quale sia la strada per arrivare ad alta quota in macchina. Follia? No, la triste realtà e Tatiana Pais Becher, che del comune di Auronzo di Cadore è stata sindaca per cinque anni, dal 2017 al 2022, "spettacoli" di questo tipo li vede ogni giorno, visto che il negozio di articoli sportivi del papà, guida alpina assai nota in zona, "Lavaredo Sport Misurina", affaccia proprio sul bacino di Misurina.
"Sono episodi che si verificano ormai da diversi anni - racconta - sia all'inizio dell'inverno tra fine novembre e metà dicembre, quando il ghiaccio si è appena formato e alla fine della stagione, a marzo e aprile, quando invece il ghiaccio si sta sciogliendo e, infatti, in diversi punti, ci sono delle vere e proprie pozzanghere d'acqua. La stragrande maggioranza sono turisti stranieri, molti provenienti dall'Asia, come asiatici, indiani, coreani. Ignorano i cartelli di divieto e vanno sul lago ghiacciato per scattarsi qualche fotografia, non tenendo conto della pericolosità di tale comportamento. Spesso ci sono famiglie intere con bambini piccoli. Chi se ne intende e conosce la montagna guarda il colore del ghiaccio - azzurro - e capisce che il fondo si sta sciogliendo e non è sicuro".
I cartelli ci sono, ma e a chi dice che il lago viene utilizzato per varie manifestazioni, l'ex prima cittadina spiega che, in quelle circostanze, le condizioni erano e sono di massima sicurezza.
"Quando ero sindaca - prosegue Tatiana Pais Becher - abbiamo provveduto a posizionare i cartelli di divieto lungo tutto il perimetro dal lago: gli avvisi venivano sistemati a novembre poi tolti durante l'estate. Ed esistono tutt'ora, sono scritti in tre lingue, italiano, tedesco e inglese ed è impossibile non vederli, esplicitando chiaramente che è vietato andare sulla superficie del lago. E' vero, in passato sul lago ghiacciato sono state organizzate manifestazioni, come ad esempio partite di Winter Polo, esibizioni con le auto e sono stati girati spot, utilizzando anche carrozze trainate da cavalli ma, prima di ogni singolo evento, l'ufficio tecnico del comune provvedeva ad effettuare tutte le verifiche del caso e controllare che lo strato del ghiaccio fosse sufficientemente sicuro. E, altro aspetto tutt'altro che trascurabile, il lago ghiacciato veniva utilizzato tra fine gennaio e le prime settimane di febbraio, ovvero quando fa più freddo. Ricordo che il ghiaccio era spesso, quasi un metro e non pochi centimetri come, ad esempio, a fine inverno. Sul lago di Misurina in passato si pattinava anche, l'ho fatto anche io e, ai tempi in cui ero sindaca, avevamo realizzato una pista aperta a tutti. Però lo si faceva sempre in condizioni di totale sicurezza, era molto freddo e il ghiaccio estremamente alto. Adesso non è così: bisogna essere prima prudenti e capire che certi comportamenti sono estremamente pericolosi".
La situazione è cambiata. Così come la provenienza dei turisti, che non conoscono minimamente né il territorio né i comportamenti da adottare in ambiente montano.
"Con il caldo anomalo dei recenti inverni - spiega - adesso è un'altra cosa. Ripeto: vedi l'acqua, ci sono pozzanghere sparse. Lo scenario è cambiato completamente: più volte sono uscita dal negozio urlando che era pericoloso camminare e sostare sul lago a turisti che erano lì per scattarsi un selfie, incuranti del fatto che sotto i piedi avevano uno strato sottile di ghiaccio che avrebbe potuto rompersi in qualsiasi momento. E, se le condizioni climatiche sono diverse da un tempo, altrettanto si può dire dei turisti, la maggior parte stranieri, tantissimi provenienti dall'Asia che arrivato qui, sulle Dolomiti, ma sono totalmente impreparati e privi di conoscenze specifiche, quelle che bisognerebbe avere quando si va in montagna".
Gli esempi si sprecano e le "passeggiate" sul lago ghiacciato sono solamente uno dei comportamenti sconsiderati ai quali, chi vive ad Auronzo e nel Cadore (ma più in generale, in montagna), deve assistere ogni giorno.
"Arrivano in pullman direttamente da Venezia, tutti i giorni - conclude -, si incamminano sul lago, scattano una foto e poi se ne vanno. D'estate, invece, li portano alle Tre Cime di Lavaredo. Non sapete quanti entrano in negozio mostrando sul cellulare la foto dei cadini di Misurina, la più iconica del momento, chiedendo come fare a raggiungerli per immortalarsi, di spalle con i cadini sullo sfondo. A chiederlo sono anche persone che si presentano con le ciabatte da spiaggia, proprio così, non sapendo che per arrivarci si deve partire dal rifugio Auronzo, ai piedi delle Tre Cime, percorrere il sentiero attrezzato Bonacosso, che è una ferrata continua e poi, arrivati al rifugio Fonda Savio, ci sono ancora venti - tre minuti di cammino. Non sono informati, totalmente impreparati e non hanno nemmeno un paio di scarponi, non sapendo che lì c'è la neve anche a maggio. E non è finita, perché c'è anche chi arriva in auto, convinto di poter arrivare in macchina sino al lago Sorapiss. La scorsa estate le Tre Cime sono state la meta di tantissimi turisti dalla Malesia, Singapore, India e Corea e le nazionalità "rappresentate" sono sempre di più. Sono in difficoltà a dire se c'è stata una rivalutazione della montagna o se si tratti di un vero e proprio assalto.












