Notte complicatissima sulle Tre Cime: due cordate bloccate al buio. I giovani in vetta non erano attrezzati per il freddo, gli altri due fuori percorso
Le due chiamate d'emergenza sono arrivate in rapidissima successione, attorno alle 19 di ieri, sabato 5 settembre. Due alpinisti si trovavano in vetta, a quota 2.986 metri: avrebbero dovuto scendere lungo la "normale", ma si erano attardati ed erano intimoriti, in quanto non attrezzati per le basse temperature. La seconda cordata, invece, si trovava a 2.700 metri di quota ed era completamente fuori tracciato con due rocciatori austriaci - di 52 e 44 anni - bloccati su una sporgenza

AURONZO DI CADORE. Non una, ma due cordate, bloccate sulla Cima Grande di Lavaredo.
E' stata una serata di super lavoro per i tecnici del Soccorso Alpino e gli elicotteri, che hanno dovuto intervenire al buio per salvare quattro persone che erano bloccate sulla "maggiore" delle Tre Cime.
Le due chiamate d'emergenza sono arrivate in rapidissima successione, attorno alle 19 di ieri, sabato 5 settembre.
Due alpinisti si trovavano in vetta, a quota 2.986 metri: avrebbero dovuto scendere lungo la "normale", ma si erano attardati ed erano intimoriti, in quanto non pronti a scendere durante la notte e non attrezzati per le basse temperature.
La seconda cordata, invece, si trovava a 2.700 metri di quota ed era completamente fuori tracciato con due rocciatori austriaci - di 52 e 44 anni - bloccati su una sporgenza delle roccia.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a individuare e recuperare la cordata più bassa: i due alpinisti sono stati issati a bordo con un verricello corto dal tecnico di elisoccorso e trasportati al rifugio Lavaredo.
Nel frattempo i due giovani - un 24enne di Maniago e un 23enne di Viterbo - che si trovavano in vetta raccontavano di un abbassamento della temperatura: considerato che l'elicottero di Treviso era impegnato in un'altra missione, si è deciso di far decollare l'elisoccorso da Trento, che è salito sulla cima della Grande, ha imbarcato a bordo i due giovani e li ha portati al rifugio Auronzo, affidandoli ai tecnici del Soccorso Alpino presenti in loco.


















