Orrore in Toscana e Liguria: una testa di lupo appesa ad un palo e un esemplare maschio trovato agonizzante con pallini nelle zampe. E' morto durante l'operazione
In provincia di Pisa, nella zona tra gli abitati di Cascina e Coltano, un lupo è stato decapitato e la sua testa appena ad un palo della segnaletica stradale: è stata rinvenuta sulla strada dell'Arnaccio dove è rimasta probabilmente per diversi giorni prima di essere notata. A Propata, invece, in provincia di Genova, in Val Trebbia, un lupo è stato invece ritrovato agonizzante, con gravissime fratture agli arti inferiori e un gran numero di pallini in corpo. In entrambi i casi le associazioni animaliste parlando di "inaccettabili atti di bracconaggio"

TRENTO. Due atti terribili, d'inaudita violenza.
In provincia di Pisa, nella zona tra gli abitati di Cascina e Coltano, un lupo è stato decapitato e la sua testa appena ad un palo della segnaletica stradale: è stata rinvenuta sulla strada dell'Arnaccio dove è rimasta probabilmente per diversi giorni prima di essere notata.
A Propata, invece, in provincia di Genova, in Val Trebbia, un lupo è stato invece ritrovato agonizzante, con gravissime fratture agli arti inferiori e un gran numero di pallini in corpo. In entrambi i casi le associazioni animaliste parlando di "inaccettabili atti di bracconaggio".
In Toscana si ipotizza che il lupo ucciso e decapitato fosse un animale in dispersione, cioè staccatosi dal branco nell'area circoscritta tra Coltano, le colline di Crespina e il territorio livornese, dove sono state diverse le segnalazioni di avvistamenti e non erano mancate le polemiche nei mesi scorsi.
"Oltre alla gravità dell’atto di bracconaggio - si legge nella nota del Wwf - c'è l’ostentazione della testa mozzata che rappresenta un atto intimidatorio, inaccettabile. La testa appesa è probabilmente rimasta visibile per giorni prima di essere notata da alcuni automobilisti".
Su quanto accaduto sono in corso indagini da parte dei carabinieri forestali.
E' stato ritrovato ancora in vita, ma agonizzante, invece, l'esemplare di lupo maschio che i volontari hanno rivenuto in val Trebbia, nella zona di Propata. L'animale era stato avvistato mentre si trascinava e gli operatori del Cras di Campomorone sono intervenuti prontamente assieme ai forestali.
"Un gravissimo atto di bracconaggio - spiega il personale del Centro per il recupero degli animali selvatici - frutto di ignoranza e cattiveria. Il lupo, vista la presenza di pallini nella porzione posteriore del corpo, stava sicuramente scappando da chi gli ha sparato: fare fuoco alle spalle di un animale che fugge aggiunge anche vigliaccheria al gesto".
A giudicare dalle condizioni l'animale era in quelle condizioni da giorni.
"Ci siamo prontamente recati sul posto assieme alla vigilanza regionale - scrive la sezione genovese dell'Enpa -, per eseguire una telenarcosi e poterlo così recuperare: nel frattempo il lupo, sfinito, era crollato rinunciando alla fuga. Il lupo non riusciva ad alzarsi in piedi sulle zampe posteriori, che erano gravemente danneggiate: i raggi a cui è stato sottoposto, oltre a confermare orrende fratture a tibie e peroni, hanno confermato un gran numero di pallini di piombo presenti nelle zampe posteriori. Dunque un gravissimo atto di bracconaggio, l'ennesimo contro questa specie. Frutto di ignoranza, cattiveria e della campagna di odio portata ormai avanti all'unisono da media e politica, che legittimano gesti criminali come questo. Si trattava di un maschio adulto, forse futuro padre nei prossimi mesi, forse con una compagna che non lo vedrà tornare più".
L'Enpa ligure spiega poi i dettagli dell'intervento con l'animale che però non ce l'ha fatta ed è morto durante l'operazione salva vita: "L'unico modo per provare a salvare il lupo - conclude l'associazione -, che ormai presentava zampe al limite della necrosi e con gravissime infezioni - probabilmente si trascinava da alcuni giorni - era operarlo d'urgenza pulendo e disinfettando le ferite, e applicando chiodi endomidollari e placche. Un intervento lungo, costoso, rischioso. Ci abbiamo provato, ma il lupo - ormai stremato dopo giorni di digiuno e lento dissanguamento - non ha retto all'anestesia. L'unica magra consolazione è averci quantomeno provato, evitandogli una lenta morte tra stenti e dolore. Abbiamo subito risposto presenti, ma dinanzi ai continui gesti di questi delinquenti - quasi mai individuati, quasi sempre impuniti, spesso eletti eroi nel contesto in cui si muovono - è davvero difficile non farsi sopraffare da rabbia e amarezza. Ma noi continueremo a lottare, in un paese dove leggi e rispetto per gli animali selvatici sono ormai passati di moda".












