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Trento
18 ottobre | 13:20

"Orsi in Val di Sole, chi ha paura a lasciare i bambini al parco giochi non ha bisogno di slogan", l'affondo di Ora!: "Rimuovere l'esemplare pericoloso quando serve"

Il coordinatore regionale di Ora! Simone Magnolini in vista dell'incontro tra gli amministratori della Val di Sole e la Pat: "I sindaci dicono di non essere esperti di orsi e chiedono aiuto: hanno ragione, il compito è della Provincia. Sì alla rimozione degli esemplari pericolosi, a condizioni che reggano, prevenzione fin dentro i paesi e tecnologia al servizio di chi interviene. Meno emergenze, più metodo"

"Orsi in Val di Sole, chi ha paura a lasciare i bambini al parco giochi non ha bisogno di slogan"

TRENTO. “Rimuovere gli orsi pericolosi con istruttorie solide, e prevenzione dentro i paesi: sicurezza vera, non slogan”. Queste parole del coordinatore regionale del partito Ora! Simone Magnolini che, alla vigilia dell'incontro tra gli amministratore della val di Sole e il presidente provinciale Maurizio Fugatti e l'assessore Roberto Failoni, interviene sulla gestione dei plantigradi nella valle Trentina.

 

Ripercorrendo in breve la strada che ha portato all'incontro di domani, gli amministratori della Val di Sole, guidati dal presidente della Comunità di Valle Lorenzo Cicolini, incontreranno i rappresentanti della Pat a seguito della lettera firmata dai sindaci e recapitata alla Provincia nelle scorse settimane, con cui gli amministratori locali hanno voluto esprimere forte preoccupazione e crescente rabbia per l’attuale gestione della presenza degli orsi sul territorio e per i recenti episodi che hanno riacceso il dibattito sul tema (QUI ARTICOLO).

 

E Ora!, viene sottolineato, sta “con chi vive in valle e chiede alla Provincia risposte che funzionino e reggano nel tempo”.

 

“Chi ha paura a lasciare i bambini al parco giochi non ha bisogno di slogan – dice Magnolini – né di sentirsi dire che il problema non esiste. Ha bisogno di una Provincia che decida con metodo: rimuovere l'orso pericoloso quando serve, e fare in modo che quella decisione regga davanti a un giudice”.

 

Ad essere avanzate, poi, alcune richieste del partito in vista dell'incontro di domani. In primis un'istruttoria standard per ogni esemplare problematico, con le misure non letali tentate, le date e gli esiti. “Le norme europee – viene sottolineato – consentono di rimuovere un orso pericoloso come ultima soluzione, se si dimostra che le alternative sono state provate: istruttorie solide sono la condizione perché le decisioni non si fermino al Tar”.

 

Poi una dissuasione rafforzata e in mano pubblica. “Il Corpo forestale – prosegue la nota – con il Nucleo di reperibilità h24 e il Nucleo cinofilo cani da orso, con più personale e mezzi, e un resoconto pubblico degli interventi in Val di Sole e dei loro esiti. Accanto, una sperimentazione di pre-allerta nei punti più critici della valle, con sensori acustici e droni con termocamera per segnalare l'orso vicino alle case al Corpo forestale, che resta l'unico a decidere come intervenire: da affidare con una gara aperta a imprese ed enti di ricerca, con obiettivi e risultati pubblici, e da chiudere se non funziona”.

 

Poi più prevenzione anche nelle case: “Dopo i bidoni antiorso, compostiere, pollai, arnie e orti, con un regolamento comunale omogeneo in tutta la valle e svuotamenti più frequenti nei mesi in cui l'orso cerca più cibo. I Comuni e la Comunità di valle possono partire subito, con il sostegno tecnico ed economico della Provincia”.

 

Infine ad essere richiesta un'assistenza tecnica in alpeggio: “Squadre che aiutino gli allevatori a montare e mantenere le recinzioni per tutta la stagione, non solo la fornitura dei materiali”. Il coordinatore sottolinea inoltre come già a luglio, sui cinghiali, “Ora! chiedeva alla Provincia misure strutturali invece di annunci”.

 

“I sindaci dicono di non essere esperti di orsi e chiedono aiuto: hanno ragione – chiosa Simone Magnolini – il compito è della Provincia. Sì alla rimozione degli esemplari pericolosi, a condizioni che reggano, prevenzione fin dentro i paesi e tecnologia al servizio di chi interviene. Meno emergenze, più metodo”.

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