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| 01 luglio | 13:07

Pesce scaduto e senza tracciabilità destinato a hotel e ristoranti anche del Garda: maxi blitz, sequestrate due tonnellate di prodotto e raffica di sanzioni

Maxi operazione della Guardia costiera  nelle principali località turistiche del litorale veneto e del Lago di Garda, dove gli ispettori hanno trovato i prodotti scaduti. Nel corso di 32 ispezioni sono state contestate 9 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di circa 25.000 euro

VERONA. Pesce scaduto oppure privo di tracciabilità pronto per essere portato in hotel e ristoranti anche del Garda. E' una maxi operazione quella portata avanti sulla filiera ittica coordinata a livello regionale dal Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Venezia.

 

L'operazione ha portato al sequestro di circa 2 tonnellate di prodotti ittici scaduti oppure privi dei requisiti previsti dalla normativa in materia di etichettatura e tracciabilità. Nel corso di 32 ispezioni sono state contestate 9 sanzioni amministrative, per un importo complessivo di circa 25.000 euro. I controlli a terra hanno interessato la Lombardia orientale, il Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano e la provincia di Pordenone.

L'attività ispettiva è iniziata nei ristoranti delle principali località turistiche del litorale veneto e del Lago di Garda, dove gli ispettori della Guardia Costiera hanno trovato i prodotti scaduti. Situazioni di criticità che hanno portato a sanzioni amministrative per un totale di 8 mila euro.

 

Successivamente i controlli si sono concentrati nella provincia di Mantova, dove gli Ispettori pesca della Guardia Costiera hanno operato in collaborazione con i veterinari dell'Ats Valpadana in aziende all'ingrosso che riforniscono hotel e ristoranti del territorio mantovano e del comprensorio turistico del Lago di Garda.

 

 

In una delle celle frigorifere di un grossista sono stati rinvenuti circa 100 chilogrammi di ombrine, astici e branzini con termine di conservazione scaduto. Il prodotto è stato immediatamente avviato allo smaltimento sotto la supervisione degli ispettori ed è stata elevata una sanzione amministrativa di 2 mila euro.

 

Gli approfonditi controlli nelle celle frigorifere, svolti anche in condizioni particolarmente impegnative con temperature fino a -20 gradi, hanno inoltre consentito di individuare un lotto di Molva e uno di Brosme, entrambe specie provenienti dalle Isole Faroe e talvolta impiegate illecitamente nella preparazione del baccalà in sostituzione del più pregiato merluzzo nordico.

 

I due lotti erano stati importati senza l'indicazione in etichetta dell'operatore responsabile dell'immissione sul mercato dell'Unione europea, come previsto dalla normativa sulle informazioni ai consumatori. Per tale motivo sono stati sequestrati 1.900 chilogrammi di prodotto ittico e contestate sanzioni amministrative per 7 mila euro.

 

I controlli portati avanti nella stessa azienda hanno evidenziato irregolarità nello smaltimento degli oli esausti di origine alimentare, con la conseguente applicazione di una sanzione amministrativa minima pari a 8 mila euro. 

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