Contenuto sponsorizzato
| 23 febbraio | 13:16

Più di 15 mila cani uccisi in un canile lager, migliaia di persone protestano davanti al palazzo del parlamento per dire "No" alla crudeltà sugli animali

In Romania da giorni tiene banco il terribile scandalo dei 15 mila cani uccisi in un "canile della morte". Attivisti, artisti e personalità varie hanno manifestato contro questi canili lager

Più di 15 mila cani uccisi in un canile lager, migliaia di persone protestano davanti al palazzo del parlamento per dire
Foto d'archivio

BUCAREST (Romania). Circa 15 mila cani catturati, detenuti in condizioni improprie nel canile e uccisi. Immagini e video agghiaccianti, ripresi dalle telecamere e rilanciati sui social, hanno scosso l’opinione pubblica: animali tenuti al buio, malnutriti, trascinati come oggetti, fino a essere soppressi.

 

Numerose associazioni e Ong romene, racconta l'Osservatorio Balcani e Caucaso in un articolo di Oana Dumbrava, si sono mobilitate per salvare i cani rimasti nel “canile della morte” a Suraia , in un contesto esasperante: da un lato un proprietario che non collabora, dall’altro forze dell’ordine e autorità accusate di ulteriore inerzia.

 

Per due giorni le organizzazioni hanno mantenuto alta la pressione su istituzioni e gestione della struttura: solo la sera del 15 febbraio sono riuscite a prendere in carico tutti i cani rimasti. Una mobilitazione che ha riacceso nella comunità animalista - tra cui Ovidiu Roșu (Fundația Visul Luanei), Andreea Roșeti (Humane World for Animals Romania), Emma Stratulat e Carmen Beatris Botez (Asociația Save Our Paws), Ioana Cosma (Dreptate pentru Animale), oltre a Hilde Tudora e Cristina Caliu (Consiliul Județean Ilfov) - la determinazione a rilanciare la battaglia contro condizioni degradanti e violazioni della legge in diversi canili.

 

Nel 2013, dopo la morte di un bambino attaccato da cani randagi, in Romania è stata applicata una legge che consente l’eutanasia nei canili pubblici per i cani catturati e non adottati entro 14 giorni, all’interno di un quadro che prevede autorizzazioni e controlli.

 

Tuttavia l'eutanasia in un canile privato come quello di Suraia, nella provincia di Vrancea (est del Paese), invece viene descritta come non legale.

 

"Ma questa illegalità genera profitto e ha fatto crescere un vero e proprio business dell’eutanasia, con dinamiche locali assimilate a mafie difficili da contrastare. Le stime legate all’attività del canile di Suraia parlano di 15.000 cani e contratti per un valore totale di 28.549.919 lei (circa 5.600.000 euro) di fondi pubblici stanziati per l’eutanasia. Per aumentare il profitto, si parla inoltre di cattura di cani che vivevano all’aperto ma accuditi da famiglie, oppure animali smarriti e mai rientrati, nonostante l’identificazione tramite microchip".

 

Il caso di Suraia è solo un caso di un problema diffuso. "Un’inchiesta recente di snoop.ro riferisce che 33.000 cani sarebbero stati soppressi in solo quattro località analizzate; e tutto questo nonostante denunce e fascicoli aperti, non sarebbero state adottate misure di sospensione dell’attività".

 

Le associazioni animaliste sono state ricevute anche in parlamento romeno per discutere di un pacchetto di interventi. Dopo un incontro del 17 febbraio è entrata in valutazione la legge per eliminare l'eutanasia di massa mentre è stata approvata la modifica della norma che riconosce gli animali come essere e non come oggetti. Provvedimenti per ora considerate "piccole soddisfazioni".

 

Intanto domenica 22 febbraio a Bucarest più di mille persone tra attivisti, associazioni, personalità e artisti hanno protestato davanti al Palazzo del Parlamento per dire "No" alla crudeltà contro gli animali e hanno chiesto campagne di sterilizzazione più serie, maggiore protezione e pene certe per chi si rende responsabile di maltrattamenti o dell’uccisione dei cani. Iniziative di solidarietà si sono svolte anche in altre città della Romania, come Cluj e Timișoara.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 30 agosto | 10:06
L'intervento dell'Associazione Guide Alpine. "Dopo circa un mese dall’ultima nostra salita, abbiamo riscontrato una situazione di disordine e la [...]
Montagna
| 29 agosto | 18:45
La sezione di Salisburgo del Club alpino austriaco ha rimosso la targa dedicata al cartografo e glaciologo austriaco Wolfgang Pillewizer nel gruppo [...]
Cronaca
| 30 agosto | 08:07
Il dramma è avvenuto lungo la “Via Diletta”, il 73enne si trovava assieme al compagno di cordata quando è precipitato morendo sul colpo. [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato