Post Olimpiadi, Cortina punta a sport e turismo. “Città ammodernata, senza stravolgere la nostra identità”. Ma quanta ne rimane, in un territorio senza residenti?
Concluse le Olimpiadi, il Comune di Cortina traccia il suo bilancio. Toni positivi e ottimismo per il futuro: proseguono i lavori all’ex stazione, alla cabinovia Apollonio-Socrepes e alle opere stradali, mentre si garantisce continuità nell’utilizzo della pista da bob

CORTINA D’AMPEZZO. “Arrivare alla fine delle Olimpiadi e vedere che tutto è andato benissimo, sopra ogni aspettativa, ci rende davvero orgogliosi. Cortina ha dimostrato di saper accogliere e di saper lavorare con efficacia anche in un contesto complesso, grazie a un grande gioco di squadra”.
Così Gianluca Lorenzi, sindaco di Cortina, saluta le Olimpiadi: parole di entusiasmo e un bilancio da cui traspare solo positività. Il Comune parla infatti di “capacità organizzativa, accoglienza e coesione della comunità”, ribadendo ancora una volta la vetrina internazionale rappresentata dall’evento - quasi che Cortina ne avesse bisogno. “La risposta del pubblico è stata significativa e costante - scrive l’amministrazione - con una presenza importante sia in paese sia nelle location di gara. Il coinvolgimento è stato elevato: abbiamo registrato un’ampia partecipazione e un forte interesse anche da parte di sportivi e addetti ai lavori”.
Tutto bene anche per le infrastrutture. Grande entusiasmo anzitutto per lo sliding centre, apprezzato dagli atleti e sul cui futuro Cortina non ha dubbi. “È in corso la programmazione di allenamenti, gare e competizioni nei prossimi anni - prosegue la nota - con il coinvolgimento di Fisi (Federazione italiana sport invernali) e federazioni internazionali di riferimento (bob,skeleton e slittino). L’obiettivo è assicurare continuità di utilizzo, consolidando Cortina come riferimento internazionale per gli sport invernali e meta di turismo sportivo in tutte le stagioni”. Quanto costerà e chi dovrà farsene carico, si vedrà.
Bene anche per lo stadio del ghiaccio, che ha giovato di interventi in termini di tecnologia e accessibilità, così come per le ricadute sul tessuto economico locale, con effetti positivi su ricettività, ristorazione e commercio. E la famosa legacy? “Riguarda soprattutto ciò che resta in termini di fruibilità, accessibilità e servizi: riqualificazione delle venue, interventi sulla viabilità e soluzioni di mobilità pensate per rispondere alle esigenze di residenti e ospiti, oltre la gestione dei flussi durante i Giochi”. Anche qui, resterà da capire se il traffico sull’Alemagna, in questi giorni insolitamente scorrevole, riprenderà difficoltoso o se il potenziamento del trasporto pubblico rimarrà prima di tutto a favore dei residenti. Per il momento, sicuramente l’apertura delle varianti di Tai e Valle non potrà che aiutare.
Infine, l'amministrazione fa sapere che si prosegue con le opere ancora incompiute: la rigenerazione dell’area ex stazione, con una piazza pubblica pedonale e un parcheggio pubblico interrato per oltre 600 posti auto - area sulla quale il ricorso dei cittadini era stato respinto lo scorso anno - così come gli interventi sulla SS51 e la viabilità di accesso per completare l’anello di circonvallazione. C’è poi la cabinovia Apollonio-Socrepes, indicata come “intervento chiave per ridurre l’uso dell’auto in direzione Tofana e migliorare l’accesso alle piste”: doveva essere pronta per le Olimpiadi, poi si è parlato di metà capienza, e ora si va al dopo.
“L’approccio dell’amministrazione - conclude la nota - è stato modernizzare Cortina senza stravolgerne l’identità: migliorare servizi, sicurezza e qualità dello spazio pubblico, intervenendo sul costruito e le infrastrutture in modo coerente con l’equilibrio del territorio e gli standard richiesti dal turismo contemporaneo”. Ma forse è proprio questo che dovrebbe far riflettere: di identità si fatica a trovarne, visto che “gli unici che possono permettersi di comprare gli alberghi sono le grandi catene o i fondi di investimento, mentre le attività locali sono sostituite dalle grandi firme” come ricordava la consigliera Roberta De Zanna (qui l’articolo).
Inoltre, quando è il territorio a modellarsi in base alle richieste del turismo e non viceversa, forse il pericolo di snaturarlo è dietro l’angolo. In un sito circondato da un patrimonio dell’umanità, quell’umanità va considerata nella sua interezza, presente e soprattutto futura, non limitandola al turismo, magari elitario (qui l’intervista). Invece, in primis la popolazione - ampezzana e bellunese - è stata poco coinvolta e ora si guarda al futuro di Cortina concentrandosi su sport e turismo: ma senza un tessuto sociale forte né l’uno né l’altro funzionano davvero, in nessuna parte del mondo. Comprese le Dolomiti.












