Quali strade sono più "stressanti" per chi si muove in bici? Ecco la mappa sperimentale di Fbk per valutare i percorsi da affrontare pedalando
La mappa sviluppata a partire dalla ricerca di FBK usa i dati di OpenStreetMap per mostrare quanto le caratteristiche di una strada possano rendere più o meno stressante un percorso in bicicletta

TRENTO. Quanto può essere impegnativa una strada per chi la percorre in bicicletta? È la domanda da cui nasce Stress-in-bici, una mappa sperimentale della rete stradale italiana realizzata da Maurizio Napolitano a partire da una tesi sviluppata nell’ambito delle attività di ricerca del Digital Commons Lab di FBK.
Il progetto si basa sulla tesi di Master in Data Science di Leonardo Venturoso all’Università di Trento, svolta in FBK all’interno del Centro Digital Society e riprende una prima sperimentazione condotta tra le mura della Fondazione. Nel corso della sua tesi, Venturoso ha adattato al contesto italiano (e nel caso specifico alle città di Bolzano e Trento) il Level of Traffic Stress, un metodo sviluppato dal professor Peter Furth della Northeastern University.
Il modello classifica le strade in quattro livelli, considerando caratteristiche come il limite di velocità, il numero di corsie e la presenza di infrastrutture ciclabili a cui sono state aggiunte informazioni sulla pendenza e su quanto ogni singolo tratto di strada influenzi l’intero grafo.
Dopo i riconoscimenti ottenuti, il lavoro è proseguito in Fondazione Bruno Kessler, nel Digital Commons Lab del Centro Digital Society. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Urban Technology ed il codice è stato reso pubblico con il nome di LTS BikePlan.
Da qui Maurizio Napolitano a capo dell’unità di ricerca che ha lavorato sul progetto, ha applicato il modello all’intera rete stradale italiana rappresentandolo poi su stressinbici.it
“È importante chiarire che la mappa non stabilisce se una strada sia sicura e non calcola il rischio di incidente”, spiega Napolitano. “Mostra invece quanto la sua configurazione e il suo ruolo nella rete possano mettere in difficoltà chi pedala. Inoltre, la classificazione dipende dalla qualità e dal livello di dettaglio dei dati disponibili in OpenStreetMap. Interessante notare che dalla prima pubblicazione della mappa, la comunità italiana di OpenStreetMap ha contribuito con suggerimenti per migliorare l’algoritmo e aggiornando dati. I risultati devono quindi essere considerati un punto di partenza per osservare la rete e approfondire le condizioni reali sul posto”.
Selezionando una strada è possibile conoscere il livello assegnato, i dati utilizzati e la regola applicata. La funzione “Tratti da valutare” evidenzia inoltre le discontinuità che interrompono una rete altrimenti caratterizzata da livelli di stress più bassi. Non indica automaticamente dove costruire una pista ciclabile, ma segnala i punti nei quali può essere utile avviare un’analisi.
L’applicazione comprende anche statistiche regionali, provinciali e comunali e una funzione sperimentale per calcolare un percorso che privilegi le strade con livelli di stress più bassi.
Promossa in occasione della Settimana Europea della Mobilità, si può utilizzare la piattaforma per cercare un tragitto potenzialmente meno stressante verso il luogo di lavoro. Non sarà necessariamente il percorso più breve e non terrà conto del traffico in tempo reale, ma potrà suggerire alternative più tranquille che forse non erano state prese in considerazione.
La mappa è disponibile su stressinbici.it.
Alle attività di ricerca si aggiungono le altre iniziative promosse da FBK per favorire una mobilità più sostenibile. Per la Settimana Europea della Mobilità sono state presentate alla comunità interna, insieme all’Università di Trento, alcune delle opportunità e dei progetti dedicati agli spostamenti casa-lavoro: dal sostegno all’utilizzo del trasporto pubblico alle iniziative legate alle e-bike e al car pooling.









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