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Bolzano
26 settembre | 11:20

Sette cani morti per asfissia nel bagagliaio di un mezzo. Insorgono le associazioni animaliste: "Ritiro della licenza a vita per i responsabili"

La scoperta è stata effettuata in un'area di servizio altoatesina. I poveri animali erano stati stipati all'interno di quattro box posizionati nel vano posteriore del mezzo. La polizia ha spiegato che che gli spazi circostanti e sovrastanti le gabbie all'interno delle quali erano stati posizionati i cani erano occupati da altri oggetti, tanto da riempire quasi completamente il bagagliaio e da ostruire verosimilmente le aperture per il passaggio dell’aria presenti sui box. "Ci auguriamo la revoca immediata e perenne della licenza di caccia da subito"

A destra foto da "Pexels"
A destra foto da "Pexels"

BOLZANO. Le associazioni animaliste e ambientaliste sono in rivolta dopo il gravissimo fatto accaduto nella serata di domenica 13 settembre lungo l'A22 e chiedono che i responsabili vengano privati a vita delle licenze di caccia.

 

La morte di sette setter inglese, deceduti per asfissia mentre si trovavano nel portabagagli di un mezzo diretto verso la Lapponia, ha fatto rapidamente il giro d'Italia (Qui articolo).

 

La terribile scoperta è stata compiuta da una pattuglia della Sottosezione della Polizia Stradale di Vipiteno nella serata di domenica 13 settembre, in un autogrill situato in Alto Adige. Il controllo è scattato in seguito alla denuncia presentata da un automobilista, che aveva notato la presenza di alcuni cani deceduti all'interno di un van: gli agenti, quando sono arrivati sul posto, hanno trovato un gruppo di persone che stava cercando di rianimare uno dei setter che, però, non ce l'ha fatta.

 

I poveri animali erano stati stipati all'interno di quattro box posizionati nel vano posteriore del mezzo. La polizia ha spiegato che che gli spazi circostanti e sovrastanti le gabbie all'interno delle quali erano stati posizionati i cani erano occupati da altri oggetti, tanto da riempire quasi completamente il bagagliaio e da ostruire verosimilmente le aperture per il passaggio dell’aria presenti sui box. Le porte delle gabbie risultavano inoltre collocate a ridosso del portellone posteriore, con uno spazio estremamente ridotto tra le strutture e la chiusura del veicolo.

 

La Polizia ha documentato la scena, poi ha provveduto a sequestrare l'auto, le carcasse dei sette cani morti, tutte le armi e le munizioni presenti nel mezzo.

 

Immediata è stata la reazione delle associazioni animaliste e ambientaliste che chiedono indagini approfondite e pene esemplari.

 

"Chiediamo giustizia per questi sette cani, anch’essi vittime dell’aberrante pratica della caccia. L’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) farà quanto possibile per mettere fine al cinico sfruttamento dei cani da caccia - si legge in una nota ufficiale emessa dalla sezione di Rovereto dell'Enpa del Trentino -. Quello che è stato scoperto domenica 13 settembre dalle Forze dell’ordine in un automezzo nell’area sosta dell’A22 a Vipiteno è sconvolgente: 7 cani da caccia erano morti soffocati nel portabagagli di un automezzo. Per i proprietari evidentemente non erano esseri senzienti da accudire, ma oggetti da accatastare assieme a tutto il resto dell’attrezzatura da usare per ammazzare altri esseri senzienti, per il loro inaccettabile divertimento. I proprietari, cacciatori, li avevano rinchiusi in quattro trasportini, ammucchiati nella parte posteriore e ricoperti con i bagagli e le armi per la battuta di caccia in Lapponia: un viaggio lungo, un viaggio infernale, di cui evidentemente avevano accettato i rischi cui esponevano i poveri animali. Inaccettabile e rivelatore: infatti quanto accaduto dimostra chiaramente in quale “considerazione” vengano spesso tenuti i cani da caccia. D’altronde è noto come vengono tenuti i cani, quando non sono utilizzati per l’esercizio venatorio: nei tanti, troppi, box e gabbie di dimensioni piccolissime, spesso posti in piena campagna, in mezzo al nulla, oppure nascosti sul retro delle ville, perché quando non servono, rappresentano solo un onere fastidioso. Basta! Basta con i racconti poetici e falsi dei cani accuditi e amati, gli ausiliari con cui si condividono i giorni e le avventure. Questi sette cani sono solo alcune delle vittime di una pratica ormai inaccettabile e invisa alla maggioranza dei cittadini. La caccia uccide la fauna selvatica, sfrutta e talvolta - come dimostra questo evento terribile - uccide gli stessi cani, mette a rischio la sicurezza delle persone, causa ogni anno decine di feriti e morti. Parliamo di un “divertimento” orribile, che svela la realtà: la caccia deve finire! La morte crudele di questi sette cani deve essere severamente punita ai sensi del codice penale, non possiamo pensare che i responsabili possano ancora imbracciare un fucile e confidiamo che la Magistratura saprà dare risposta allo sdegno che i cittadini per bene provano di fronte all’indifferenza dimostrata dai proprietari verso gli animali che avevano l’obbligo di proteggere".

 

L'Aidaa, invece, presenterà un'ulteriore denuncia e si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario a carico dei proprietari degli animali.

 

"L'associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente AIDAA - si legge in una nota ufficiale - annuncia la presentazione di una denuncia per maltrattamento causante la morte di animali ai sensi dell'articolo 544 ter del codice penale. I cani morti per soffocamento, essendo stati rinchiusi in trasportini angusti e caricati nel bagagliaio dell'auto in cui viaggiavano un gruppo di cacciatori Lombardi diretti in Lapponia per una battuta di caccia. I trasportini già di per se angusti erano stati poi ricoperti dai bagagli e questo ha ostruito il passaggio dell'aria condannando a una morte terribile per soffocamento i sette cani setter inglesi - scrive in una nota l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA - per questo denunceremo i cacciatori e come associazione ci costituiremo parte civile nel procedimento giudiziario a loro carico. Chiediamo indagini approfondite per individuare le responsabilità penali di ciascuno dei componenti del gruppo di cacciatori e ci auguriamo la revoca immediata e perenne della licenza di caccia da subito".

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