“Stop all'abbattimento delle nutrie”, l'appello della Lav: “Serve un cambio di rotta, si punti sui predatori naturali o la sterilizzazione”
La Lav chiede “soluzioni ecologiche” dando più spazio ai predatori naturali. Tra questi la volpe svolge un’importante funzione di controllo, “ma in Alto Adige è gravemente perseguitata: secondo i dati dell’Ufficio caccia e pesca vengono abbattute ogni anno circa 2.500–2.600 volpi” chiarisce la Lav

BOLZANO. “Uccidere le nutrie è una pratica crudele e inefficace. È necessario un cambio di rotta, puntando su metodi ecologici e non cruenti, come il ruolo dei predatori naturali”. A dirlo è Giovanni Vultaggio della Lav dell'Alto Adige che interviene sui prelievi e gli abbattimenti predisposti dalla Provincia di Bolzano.
“Anche in Alto Adige le nutrie, considerate specie invasiva e dannosa – spiega - vengono catturate con gabbie trappola e successivamente uccise dai cacciatori nell’ambito dei piani di contenimento. Su incarico della Provincia, cacciatrici e cacciatori sono autorizzati a sopprimere gli esemplari di questa specie introdotta dall’uomo”.
Per la Lav, però, l’abbattimento non funziona e la popolazione continua a crescere. “Sparare alle nutrie non risolve il problema. Nonostante i piani di contenimento attuati da anni – continua Vultaggio - la popolazione di nutrie in Italia è in continuo aumento: si parla di svariati milioni di esemplari, con concentrazioni maggiori nella Pianura Padana. Solo in Lombardia si stimano oltre 2 milioni di nutrie; anche in Veneto i numeri sono elevatissimi. Dopo decenni di catture e abbattimenti, le popolazioni non solo non sono diminuite, ma in molti casi risultano in espansione”.
Si parla anche di rischi la sicurezza pubblica. “Gli abbattimenti mediante arma da fuoco comportano rischi per la sicurezza delle persone. In Alto Adige molti corsi d’acqua e specchi d’acqua abitati dalle nutrie si trovano in prossimità di piste ciclabili, sentieri e strade molto frequentate. Oltre a essere un metodo cruento, l’uso delle armi in queste aree rappresenta un pericolo concreto per la popolazione”.
Da qui la richiesta di “soluzioni ecologiche” dando più spazio ai predatori naturali. Tra questi la volpe svolge un’importante funzione di controllo, “ma in Alto Adige è gravemente perseguitata: secondo i dati dell’Ufficio caccia e pesca vengono abbattute ogni anno circa 2.500–2.600 volpi” chiarisce la Lav. Nei fondovalle – esattamente dove le nutrie sono più presenti – le volpi sono quasi scomparse.
Un'altra alternativa “è la sterilizzazione” per la quale sono in corso sperimentazioni in altre regioni Gli animali sterilizzati mantengono il proprio territorio e impediscono l’arrivo di nuovi individui, favorendo un calo naturale della popolazione nel tempo.












