Stretta su negozi sfitti e vetrine sporche: in arrivo multe fino a 1000 euro. Laratta (PD): "Sproporzionate, sono le stesse che usiamo per i vandali"
Il giovane consigliere del PD esprime le proprie perplessità sulle nuove sanzioni approvate dal Comune: "Rischiamo di colpire piccoli esercenti o associazioni per cui queste cifre sono un brutto colpo"

BOLZANO. Multe da 600 a 1000 euro per chi non tiene le vetrine dei negozi in maniera decorosa. La modifica al regolamento della polizia municipale è stata approvata ieri, giovedì 24 settembre, e prevede l'obbligo di oscurare le vetrine dei locali sfitti con specifici materiali e modalità.
Le nuove regole prevedono che le vetrine dei locali commerciali, dei pubblici esercizi e delle attività artigianali sfitti vengano oscurate con pellicole opache, cartoncini, pannelli decorativi, vetrofanie o altre soluzioni capaci di valorizzare il contesto urbano. Il Comune ha predisposto alcune grafiche, ma stampa e applicazione restano a carico del proprietario.
Un’iniziativa accolta con positività da alcuni, ma che ha fatto alzare qualche sopracciglio. Tra chi ha qualche dubbio c’è Diego Laratta, giovane consigliere del Partito Democratico.
“Non è che io non condivida l’iniziativa – racconta a Il Dolomiti –, ma penso che la sanzione sia sproporzionata. Non tutti i locali sfitti sono di proprietà di grandi imprenditori dalle tasche profonde, molti sono di singoli esercenti o di associazioni per cui una multa dai 600 ai 1000 euro può essere un duro colpo”.
Le nuove sanzioni sarebbero infatti pensate per colpire chi ha molti locali e li tiene sfitti pur di non abbassare l’affitto. Ne avevamo parlato con Elena Bonaldi, presidente di Confesercenti Alto Adige, che aveva dichiarato: “Speriamo che questo nuovo regolamento, che obbliga i proprietari a prendersi cura delle proprie strutture, li spinga a delegare questo lavoro a qualche esercente, affittando i locali a un prezzo più basso”. (QUI ARTICOLO)
Per Laratta, però, non è così semplice: “Anch’io mi auguro che l’effetto sia l’abbassamento del prezzo degli affitti, sarebbe l’ideale. Ma allo stesso tempo sono preoccupato per chi dovrà spendere anche 2 o 3 mila euro per sistemare le vetrine secondo le indicazioni del Comune. Paradossalmente, per i grandi imprenditori che si vorrebbe colpire probabilmente sarà più facile adempiere alle richieste, mentre a soffrire saranno i proprietari più piccoli. Forse per colpirli sarebbe stato meglio aumentare le tasse sui locali sfitti piuttosto”.
Il Comune ha messo a disposizione delle grafiche utilizzabili, ma ogni esercente è responsabile della stampa e dell’applicazione. E, come sostiene il consigliere, a seconda della vetrina si può arrivare a costi importanti.
Ma non è l’unica perplessità di Laratta: “Mi sembra assurdo che la sanzione sia la stessa che si applica a chi imbratta i muri la notte. Non è la stessa cosa. Per non parlare del fatto che potremmo scoraggiare gli esercenti in futuro: se tra 5 anni, quando la regola ormai è stata interiorizzata da tutti, arrivasse qualcuno di nuovo che non ne è a conoscenza, rischiamo di assestare un brutto colpo ancor prima che possa iniziare".
Al momento, secondo il consigliere, si prevede un periodo di un paio di mesi per lasciare il tempo a tutti di adeguarsi, ma poi si inizierà ad applicare le sanzioni.














