Tragedia in un sottoscala, Yahya Bah è morto mentre cercava di ripararsi dal freddo: fatale il monossido. La famiglia lancia una raccolta fondi per il rimpatrio della salma
I familiari hanno deciso che Yahya Bah sarà seppellito nel suo paese, in Gambia. È stato concesso il nulla osta per il trasferimento della salma ma purtroppo mancano le risorse. Per questo è stata attivata anche una raccolta fondi su internet per permettere il rimpatrio

MERANO. Era riuscito a trovare un riparo dal freddo e per scaldarsi stava usando un vecchio braciere. Una trappola che non gli ha lasciato scampo. Sarebbe morto a causa del monossido di carbonio respirato Yahya Bah, il giovane gambiano di 31 anni trovato senza vita in un sottoscala a Castelrotto.
Il corpo è stato ritrovato venerdì sera all'interno di una piccola stanza in una casa dove vengono ospitati altri migranti e dove il 31enne, che aveva anche lavorato come cameriere in diversi locali del posto, aveva da poco trovato un riparo. A dare l'allarme sono stati dei conoscenti che, non sentendolo da qualche giorno, erano andati a controllare come stesse. Purtroppo si sono trovati davanti al dramma e hanno dato immediatamente l'allarme.
Il personale sanitario attivato sul posto assieme alle forze dell'ordine non ha potuto fare nulla. Non è stata disposta l'autopsia. Dalla prima ispezione cadaverica emergerebbe che la causa della morte sia proprio una possibile intossicazione da monossido di carbonio. A porre fine alla vita di Bah Yahya sono state le esalazioni sprigionate da quel braciere che teneva in camera per scaldarsi.
I familiari hanno deciso che Yahya Bah sarà seppellito nel suo paese, in Gambia. È stato concesso il nulla osta per il trasferimento della salma ma purtroppo mancano le risorse. Per questo è stata attivata anche una raccolta fondi su internet per permettere il rimpatrio.
L'iniziativa è partita dal fratello Abdoulie Bah attraverso GoFundMe . “Stiamo chiedendo supporto per rimpatriare il corpo del nostro amato fratello Yahya Bah dall’Italia al Gambia, affinché possa essere sepolto nella sua terra natale, circondato dalla famiglia, dalla comunità e dalle tradizioni che per noi hanno un profondo valore. Riportarlo a casa è importante per noi per motivi culturali, emotivi e spirituali”.
Tutti i fondi raccolti, viene spiegato, saranno utilizzati per coprire i costi del rimpatrio, inclusi il trasporto, la documentazione e le spese legate al funerale. “Qualsiasi forma di supporto significa per noi più di quanto possiamo esprimere”.














