Trovato in arresto cardiaco in un magazzino, gravissime le condizioni di un richiedente asilo: "Il pericolo di morte è reale"
Il migrante era stato ritrovato da alcuni connazionali che hanno poi subito lanciato l'allarme. L'uomo si trovava all'interno di un magazzino abbandonato in cui probabilmente aveva cercato riparo dal freddo intenso degli ultimi giorni, era in stato di incoscienza e di arresto cardiaco

TRIESTE. Rimangono estremamente gravi le condizioni del richiedente asilo nepalese di 43 anni ritrovato privo di sensi in uno dei magazzini del Porto Vecchio di Trieste sabato 10 gennaio.
Sulle ultime notizie in merito a un quadro clinico estremamente sconfortante ha parlato a Il Dolomiti il presidente dell'ufficio rifugiati Ics Gianfranco Schiavone, che ha dichiarato: "Le ultime notizie che ho risalgono a ieri, e la non risposta del cuore da parte di questa persona, in questo ormai lungo periodo di tempo, rende il caso delicatissimo e il pericolo di morte è reale, così come il rischio di possibili gravi danni in caso riesca a sopravvivere".
Il migrante era stato ritrovato infatti da alcuni connazionali che hanno lanciato l'allarme, all'interno di un magazzino abbandonato nelle vicinanze del Magazzino 26 (che al contrario è ristrutturato e ospita all'interno anche alcuni musei), in cui probabilmente aveva cercato riparo dal freddo intenso degli ultimi giorni, era in stato di incoscienza e di arresto cardiaco.
Nemmeno il massaggio cardiaco sul posto né il tentativo in ambulanza hanno permesso al cuore di tornare a battere naturalmente, pertanto una volta in ospedale, la respirazione è stata alimentata artificialmente.
Si tratta dell'ennesimo richiedente asilo ricoverato in ospedale a causa di malesseri dovuti all'esposizione alle condizioni divenute estreme a causa dell'incalzare del gelo e delle temperature estremamente rigide del periodo, che fanno assumere alla situazione i contorni della vera e propria emergenza.












