Un comune su cinque senza negozi alimentari di prossimità in Tirolo, l'Unione: “Allarme anche per l'Alto Adige. Difendiamo il commercio di vicinato”
Secondo i dati richiamati dall'Unione commercio turismo servizi, in Austria sono circa 423mila le persone che vivono in comuni privi di punti vendita alimentari di prossimità. In Tirolo la quota dei comuni interessati raggiunge il 22,7 per cento. Il presidente Philipp Moser chiede di tutelare i negozi di vicinato, mentre la Provincia lavora all'estensione degli incentivi ai quartieri cittadini: per Bolzano si parla di circa un milione di euro

BOLZANO. Quattrocentouno comuni senza nemmeno un negozio alimentare di prossimità, per un totale di circa 423mila residenti. È la situazione registrata in Austria e richiamata dall'Unione commercio turismo servizi Alto Adige come un avvertimento per il territorio provinciale.
"Nel vicino Land del Tirolo il 22,7 per cento dei comuni non ha un proprio punto vendita alimentare di prossimità, il terzo valore più alto a livello nazionale. Quello che in Austria è già realtà deve rappresentare un campanello d'allarme per l'Alto Adige", dichiara il presidente dell'Unione, Philipp Moser.
"L'Alto Adige ha riconosciuto per tempo l'importanza strategica del commercio di vicinato – aggiunge Moser – e ha contrastato questa tendenza mediante misure di sostegno mirate per i piccoli negozi alimentari nelle aree rurali. Questa lungimiranza sta dando i suoi frutti. Un negozio di vicinato è molto più di un semplice esercizio commerciale: garantisce brevi distanze, crea occasioni d'incontro, rafforza il valore aggiunto locale e contribuisce in modo determinante alla qualità della vita".
Ma, secondo l'Unione, la sfida non riguarda soltanto i piccoli centri abitati nelle zone rurali. Anche nei quartieri delle città, infatti, la progressiva scomparsa delle attività commerciali rischia di avere conseguenze sulla vivibilità.
"Anche i quartieri cittadini perdono attrattività e qualità della vita quando i negozi scompaiono e i locali commerciali restano sfitti. Per questo l'estensione prevista degli incentivi è un passo importante e giusto", ribadisce Moser.
Il riferimento è all'iniziativa annunciata dall'assessore provinciale allo sviluppo economico Marco Galateo, che ha espresso l'intenzione di estendere gli incentivi per l'approvvigionamento di prossimità anche ai quartieri cittadini.
Il programma annunciato per il 2027 comprende, tra l'altro, incentivi agli investimenti e sostegni per i passaggi generazionali delle attività. Per Bolzano si parla di uno stanziamento di circa un milione di euro, mentre anche altre città altoatesine dovrebbero poter beneficiare delle misure. I dettagli operativi degli interventi devono ancora essere definiti.
L'Unione intende partecipare attivamente alla definizione dei nuovi strumenti di sostegno. "Vogliamo sviluppare insieme alla Provincia e al Comune di Bolzano soluzioni concrete e praticabili. Intendiamo mettere a disposizione in modo mirato la nostra pluriennale esperienza nel settore del sostegno all'approvvigionamento di prossimità nelle aree rurali", sottolinea Moser.
Per l'associazione saranno fondamentali uno stretto coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti e strumenti di sostegno efficaci, ma con procedure il più possibile semplici.
Per Moser, la posta in gioco va ben oltre la sopravvivenza delle singole attività commerciali: "Un negozio si può chiudere. La perdita di qualità della vita, invece, non può essere recuperata con la stessa facilità. Per questo dobbiamo rafforzare oggi il nostro commercio di vicinato, affinché i nostri paesi e quartieri cittadini rimangano vivi e vitali anche domani".













