Un tesoretto di 21 milioni di euro per dare nuova vita all'ippodromo di Merano
Il concorso di progettazione partirà nel 2027, con l’avvio dei cantieri fissato per il 2029

MERANO. Ventuno milioni di euro per dare nuova vita all'ippodromo di Merano e per trasformare quaranta ettari di storia in un polo multifunzionale all’avanguardia.
Sono questi i numeri che definiscono il perimetro della rinascita della struttura, un’operazione che non si limita a un semplice restauro, ma punta a una riqualificazione radicale degli spazi di Maia e Borgo Andreina.
L’assessore provinciale alle Opere pubbliche, Christian Bianchi ha presentato alla Giunta gli esiti del tavolo paritetico tra Provincia e Comune, delineando dunque il volto che la struttura assumerà nei prossimi decenni.
Il cuore finanziario dell'intervento è solido: un investimento iniziale di 21 milioni di euro, reso possibile da una complessa permuta immobiliare che ha visto la Provincia acquisire il 60% delle quote dell'impianto in cambio di immobili ceduti al Comune di Merano per un valore di circa 29 milioni.
Questi fondi finanzieranno il primo lotto di lavori, il cui avvio è stimato per il 2029, subito dopo l'espletamento del concorso di progettazione internazionale previsto per il prossimo anno.
Dal punto di vista architettonico e funzionale, il nuovo ippodromo si prepara a superare la sua natura esclusivamente sportiva.
Uno degli interventi più rilevanti sarà la costruzione di un parcheggio interrato, fondamentale per decongestionare l'area e permettere al complesso di ospitare grandi eventi congressuali e culturali senza impattare sul traffico urbano.
L’area di Borgo Andreina verrà integrata nel tessuto del Masterplan, creando una continuità spaziale oggi inesistente.
Il piano punta su infrastrutture ad alta specializzazione: è previsto il potenziamento delle cliniche veterinarie e delle aree destinate all'ippoterapia, confermando la vocazione sociale della struttura.
A queste si affiancheranno spazi moderni per l'accoglienza, tra cui un’offerta enogastronomica di alto livello e un museo interattivo del cavallo, pensato per un’utenza turistica che cerca esperienze immersive.
Per arrivare a questo traguardo è stato necessario superare anni di trattative estenuanti, partite molto prima che i fondi venissero stanziati.
L’accordo attuale rappresenta infatti il punto d’arrivo di un lungo braccio di ferro politico e amministrativo iniziato nel 2019.
Per quasi un decennio, il destino di Maia è rimasto sospeso in un limbo: da un lato la necessità urgente di riqualificare un impianto glorioso ma segnato dal tempo, dall'altro l'impossibilità del Comune di Merano di sostenere da solo i costi di investimento.
La svolta è arrivata solo quando la Provincia ha deciso di entrare direttamente nella partita proprietaria.
Il percorso è stato scandito da tappe che hanno rischiato più volte di arenarsi. Solo nel giugno del 2023 la Giunta provinciale ha autorizzato formalmente il piano di permuta, un meccanismo che ha richiesto quasi un altro anno per giungere alla firma definitiva del contratto nel maggio del 2024.
Senza questo passaggio di proprietà (che ha visto il trasferimento al Comune di immobili strategici come l'ex ospedale Böhler) oggi non si parlerebbe di un progetto concreto, ma dell'ennesima proposta rimasta nel cassetto.
"Il nostro obiettivo è rendere l’ippodromo sempre più accessibile e moderno - ha ribadito l'assessore Bianchi, sottolineando come la sfida principale sia quella di bilanciare la modernizzazione delle strutture con i rigidi vincoli storico-architettonici e paesaggistici che tutelano l'area.











