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| 27 aprile | 09:40

Usano un cappio d'acciaio per uccidere un orso (IL VIDEO), dopo settimane di agonia il povero animale viene salvato e liberato: "Gravissimo, è bracconaggio"

Si tratta di un maschio dall’età stimata tra 10/12 anni, del peso di 193 chili, a cui la squadra di cattura ha deciso di dare un nome che porta con sé una storia: Libero. L'episodio è stato raccontato dal Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise che ha voluto lasciare un pensiero "a tutti i tecnici e operatori che hanno lavorato senza sosta per salvare questo orso: con passione, professionalità, ostinazione e senso del dovere"

CIVITELLA ROVETO. Un laccio di acciaio al collo che lo stava letteralmente uccidendo. Nella notte del 24 aprile, alle ore 2.45, nel territorio del Comune di Civitella Roveto si è finalmente concluso il lavoro di quasi un mese per salvare la vita  a un orso. 

 

A raccontarlo è il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Dopo settimane di osservazioni e diversi tentativi, l’orso è entrato nella tube trap e questo ne ha reso possibile la cattura finalizzata alla liberazione dal laccio di acciaio al collo. Una corsa contro il tempo conclusasi nel migliore dei modi. 

 

Si tratta di un maschio dall’età stimata tra 10/12 anni, del peso di 193 chili, a cui la squadra di cattura ha deciso di dare un nome che porta con sé una storia: Libero.

 

 

Purtroppo, spiega il Parco, con gli animali selvatici non si può improvvisare: nessuno può ordinare a un orso di entrare in una trappola, nemmeno chiedendo "per favore”. Solo una settimana fa, l’orso oggi liberato, era riuscito perfino a sottrarre del cibo-esca senza rimanere intrappolato, dimostrando ancora una volta quel che già sapevamo: gli orsi sono animali straordinariamente intelligenti.

 

“In un momento già così duro, segnato dall’efferata strage dei lupi, dover tornare ancora una volta a parlare di strumenti di bracconaggio è penoso, irritante e profondamente drammatico. Questa volta non è accaduto all’interno del Parco. Ma non cambia nulla. Ancora una volta qualcuno ha deciso di posizionare un laccio per uccidere la fauna, e questo, ovunque accada, è un fatto gravissimo: è bracconaggio” viene spiega dai responsabili del Parco Nazionale d'Abruzzo. 

 

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