Lupa catturata e radiocollarata nel Parco dello Stelvio. "E' in perfetta salute, potrebbe essere la femmina dominante del branco. La coesistenza non è un obiettivo astratto"
"E' una femmina di quattro anni, quasi 34 chili e ottimo stato di saluta, quella entrata nella trappola alle ore 23.47 del primo aprile" spiega Valerio Donini, ricercatore del Parco Nazionale dello Stelvio. "Le caratteristiche osservate fanno ritenere che possa trattarsi della femmina dominante del branco della Reit. Le operazioni si sono svolte in condizioni di massima sicurezza per l'animale e si sono concluse nell'arco di circa un'ora e mezza. Per il Parco si tratta della terza cattura in dodici mesi"

BORMIO. Una lupa adulta, di quattro anni, è stata catturata e radiocollarata all'interno del Parco Naturale dello Stelvio. L'operazione si è svolta rapidamente e con pieno successo, nell'ambito delle attività di monitoraggio della specie condotte dal Parco.
La cattura e la successiva applicazione del radiocollare sono avvenute all'interno della Reit, l'imponente parete calcarea che sovrasta Bormio, nel corso della notte.
"E' una femmina di quattro anni, quasi 34 chili e ottimo stato di saluta, quella entrata nella trappola alle ore 23.47 del primo aprile" spiega Valerio Donini, ricercatore del Parco Nazionale dello Stelvio che segue, in particolare, il monitoraggio di questa specie nell'area protetta.
"Le caratteristiche osservate - prosegue Donini - fanno ritenere che possa trattarsi della femmina dominante del branco della Reit, anche se tale attribuzione non può essere confermata con assoluta certezza. Le operazioni, coordinate dal personale del Parco con il supporto dei Carabinieri Foresta e del veterinario incaricato, si sono svolte in condizioni di massima sicurezza per l'animale e si sono concluse nell'arco di circa un'ora e mezza in cui è stato possibile raccogliere dati biometrici e campioni genetici, oltre all'applicazione del radiocollare. La femmina è stata successivamente rilasciata nelle immediate vicinanze del luogo di cattura. Per il Parco si tratta della terza cattura in dodici mesi".
Soddisfatto del risultato ottenuto è Luca Pedrotti, coordinatore scientifico del Parco Nazionale dello Stelvio. "Le catture e il radiomarcaggio - commenta così il nuovo successo del team di ricerca - sono strumenti fondamentali per raccogliere dati oggettivi e comprendere il funzionamento degli ecosistemi alpini. In un contesto fortemente antropizzato, queste informazioni sono essenziali per analizzare le relazioni tra fauna selvatica e attività umane e supportare strategie di gestione orientate alle coesistenza".
"La cattura rappresenta un passaggio importante nel percorso di ricerca - aggiunge Luca Corlatti, coordinatore scientifico del settore lombardo del Parco - che stiamo portando avanti sui grandi carnivori negli ecosistemi alpini. Il monitoraggio diretto di un individuo ci permette di migliorare in modo significativo la qualità delle informazioni raccolte e, allo stesso tempo, di rafforzare le competenze e l'efficacia del gruppo di lavoro".
Le attività di monitoraggio rappresentano infatti uno strumento fondamentale non solo per approfondire la conoscenza della specie, ma anche per supportare la gestione del territorio e contribuire a una convivenza più consapevole e informata tra uomo e fauna selvatica.
"Queste attività ci permettono di costruire una conoscenza solida e condivisa - spiega Franco Claretti, direttore del Parco -, indispensabile per affrontare in modo serio e responsabile le sfide legate alla presenza dei grandi carnivori. La coesistenza non è un obiettivo astratto, ma un percorso concreto che richiede dati, competenze e dialogo".












