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Trento
04 novembre | 16:45

Vegetazione lungo i fiumi, tagliare è sempre la scelta giusta? Dal Pioppeto di Mori Stazione una riflessione sulla sicurezza e la tutela ambientale

Sabato 24 ottobre si è tenuto un workshop di immaginazione collettiva promosso dal gruppo di "Dai nèta": una giornata dedicata all'esplorazione del Pioppeto, proseguita poi all'interno della Foresta e conclusasi con l'individuazione di azioni concrete per il recupero dell'area

Vegetazione lungo i fiumi, tagliare è sempre la scelta giusta?
di Maria Vittoria Letrari

ROVERETO. Tagliare la vegetazione lungo le sponde di fiumi e torrenti è la scelta migliore per la sicurezza in caso di piene? Sabato 24 ottobre si è tenuto il workshop di immaginazione collettiva del ‘Pioppeto di Mori Stazione/Ravazzone’ – un bosco che cresce lungo la sponda orografica sinistra dell’Adige – per discutere sul futuro dell’area e per rispondere alla domanda appena fatta. Questa iniziativa nasce in via sperimentale all'interno della cornice di 'Dai nèta'. 

 

‘Dai nèta’ (che in dialetto trentino significa ‘Dai, pulisci’) è un progetto di cittadinanza attiva e volontariato ambientale nato in Vallagarina, gestito dall’associazione La Foresta – Accademia di Comunità di Rovereto.

 

“Ogni inverno la Provincia interviene sulla vegetazione lungo le sponde di fiumi e torrenti, Adige compreso, per ragioni di sicurezza idraulica – spiega il team di ‘Dai nèta’ –: gli alberi sono considerati un ostacolo al deflusso in caso di piena e un rischio per i ponti, dove i tronchi trascinati dalla corrente possono creare ostruzioni. Sono preoccupazioni reali, soprattutto nei tratti stretti e canalizzati”.

 

Ma la rimozione sistematica di questa vegetazione è la scelta più giusta? “La letteratura tecnica sulla gestione fluviale integrata indica un quadro più articolato – continua ‘Dai nèta’ –: la vegetazione riparia rallenta e attenua l’onda di piena, consolida le sponde con le radici, riduce l’erosione e trattiene parte del legname trasportato dall’acqua”.

 

LE FOTO. Il futuro del Pioppeto di Mori Stazione

Alla luce di queste considerazioni, qual è quindi l’approccio oggi più condiviso? Una gestione integrata e selettiva, che sappia distinguere tra i diversi tratti, contesti e situazioni. Pertanto, non vengono esclusi i tagli qualora si rendano necessari, ma è importante definire dove, come e quanto intervenire. Le stesse Linee guida per la gestione della vegetazione lungo i corsi d’acqua in Provincia di Trento, elaborate nell'ambito del progetto LIFE+ T.E.N., indicano nei tagli selettivi uno strumento utile per conciliare le esigenze idrauliche, ambientali e paesaggistiche.

 

Guardando all’Europa, la direzione presa è la stessa. “La Direttiva Quadro Acque punta al buono stato ecologico dei corpi idrici – aggiunge ‘Dai nèta’ –. La Direttiva Alluvioni chiede di coordinare la gestione del rischio con gli obiettivi ambientali e incoraggia misure naturali di ritenzione idrica. Il Regolamento sul ripristino della natura, in vigore dal 18 agosto 2024, prevede di ristabilire entro il 2030 almeno 25 mila chilometri di fiumi a scorrimento libero e di ripristinare le funzioni naturali delle pianure alluvionali".

 

In Alto Adige si lavora già sulla riqualificazione fluviale, quindi – secondo chi ha promosso il workshop – il Trentino si muove con un certo ritardo. Unendo le esperienze limitrofe e raccogliendone gli insegnamenti si potrebbe diffondere la cultura della riqualificazione sul territorio, e il Pioppeto rappresenterebbe un ottimo punto di partenza.

 

Durante la giornata di sabato 24 ottobre, i partecipanti hanno dedicato la mattina all'esplorazione del Pioppeto raccogliendo appunti e foto, concentrandosi in particolare su un piccolo rio adiacente all'autostrada che, a seguito di analisi chimiche favorevoli, si è rivelato idoneo per un progetto di valorizzazione. Nel pomeriggio l'attività si è spostata in Foresta dove, dopo gli interventi tecnici di Tommaso Bonazza e dell'esperta Chiara Fioretta sulla rinaturalizzazione ambientale, i presenti hanno co-progettato il "Pioppeto dei sogni" raccogliendo idee e riflessioni su un grande cartellone; l'evento si è concluso con l'individuazione dei "passi eleganti", ovvero azioni concrete e a basso sforzo da attuare nei mesi successivi per avviare il recupero dell'area.

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