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Trento
08 giugno | 21:03

VIDEO. Il sorpasso folle ai danni di un ciclista. Fondriest: "Per risparmiare 5 secondi si mette a repentaglio la vita altrui. Ci vuole la body cam e bisogna denunciare"

Da sempre Maurizio Fondriest, ex campione del mondo su strada, oggi imprenditore e procuratore, si batte per la sicurezza sulle strade. E lo fa in prima persona, in tutti gli angoli della penisola, sensibilizzando, mettendoci la faccia, proponendo iniziative e partecipando ad incontri. "E' molto semplice quello che bisogna fare: c'è il video, si prende la targa e si va dalle forze dell'ordine. In quel sorpasso il metro e mezzo non c'è e, dunque, c'è un'infrazione clamorosa. Ormai chi va in bici deve dotarsi di telecamera, una body cam, per riprendere ciò che accade attorno"

TRENTO. "Ci sono gli automobilisti che prima passano e poi guardano... se ci passano. Chi è ignorante nella vita lo è anche al volante o, ribaltando il concetto, anche in bicicletta. Con la differenza che chi pedala rischia la vita. Certo che ho visto il video del ciclista di Cles. E' molto semplice quello che bisogna fare: c'è il video, si prende la targa e si va dalle forze dell'ordine. In quel sorpasso il metro e mezzo non c'è e, dunque, c'è un'infrazione clamorosa. E, tra l'altro, per terra c'è pure la linea continua. Ormai chi va in bici deve dotarsi di telecamera, una body cam, per riprendere ciò che accade attorno".

 

Da sempre Maurizio Fondriest, ex campione del mondo su strada, oggi imprenditore e procuratore, si batte per la sicurezza sulle strade. E lo fa in prima persona, in tutti gli angoli della penisola, sensibilizzando, mettendoci la faccia, proponendo iniziative e partecipando ad incontri

Il folle sorpasso, avvenuto sabato sulla strada che da Cles porta in Val di Sole, è stato documentato dal ciclista noneso Marco Gianella, che si è visto sfiorato (si parla veramente di una questione di centimetri) da un'auto (Qui articolo), che ha deciso di superarlo in un punto pericolosissimo, considerato che dalla direzione opposta, in uscita da una curva, arrivava un'altra macchina.

 

"A me è successo recentemente - prosegue nel racconto l'ex campione trentino -, precisamente a Dermulo. A sorpassarmi è stato un camion, che mi ha veramente sfiorato. Ho preso la targa, ho visto il nome della ditta e poi ho telefonato. Mi hanno fatto parlare con il conducente del mezzo che si è scusato. Sì, ma non basta. Gli ho chiesto cosa avrebbe pensato, detto e come si sarebbe comportato se al mio posto ci fosse stato suo figlio, suo nipote, suo fratello. Le giustificazioni non sono sufficienti. Bisogna ragionare prima, bisogna cambiare il modo di comportarsi sulla strada. Punto. E poi, lo ripeto sempre: con quel sorpasso lì quell'automobilista quanto tempo ha guadagnato? Stiamo "larghi", dai, facciamo 5 secondi. Ebbene per 5 secondi vale la pena mettere in pericolo la vita altrui? Per qualcuno sì, oppure è vero che c'è chi prima sorpassa e poi "vede" se ci passa".

 

Gianella ha pubblicato il video sui propri canali e, in pochissime ore, ha ottenuto centinaia di commenti. Purtroppo, è proprio il caso di dirlo, non tutti di solidarietà. Anzi tantissimi erano all'insegna "dell'odio virtuale", alcuni conditi anche da minacce.

 

"E' incredibile e desolante - continua Fondriest - e a chi, a fronte di una testimonianza di questo tipo, si permette d'insultare o addirittura ad augurare il "male" al ciclista, non si può che rispondere che è un cretino. Ribadisco quanto detto sopra: a queste persone bisognerebbe dire che, al posto di quel ciclista, ci sarebbe potuta essere una persona a loro cara. E, a quel punto, come si comporterebbe a fronte di una situazione potenzialmente tragica provocata da un comportamento irresponsabile?".

 

Il ciclista noneso è esperto, va in bici sia su strada che sui percorsi da gravel, quindi quando si è visto superare a pochi centimetri non ha perso la calma e mantenuto la traiettoria e, fortunatamente, lo spostamento d'aria non lo ha sbilanciato. 

 

"In questo caso - conclude - è stato molto bravo. Ha grande esperienza e si è visto, ma è innegabile che uno sbandamento, in quelle condizioni, avrebbe potuto avere conseguenze tragiche, sia per una caduta contro od oltre il guardrail, sia per un ruzzolone in strada, con il rischio di essere investito dalla macchina che segue. Ci vuole la body cam: la targa di quell'automobilista è stata ripresa e, allora, con il video, bisogna recarsi dalle forze dell'ordine e denunciare, visto che il metro e mezzo obbligatorio è diventato legge. Io viaggio con il radar per cercare di prevenire i pericoli, ma bisogna fare di più per tutelarsi. Io sono sicuro che, se al posto della bicicletta ci fosse stato un trattore, non lo avrebbe sorpassato. Eppure anche il trattore viaggia lentamente, ma un eventuale impatto sarebbe pericoloso per chi viaggia in auto. E, allora, sorpassare una bici significa fregarsene assolutamente dell'altra persona, l'importante è non mettere a repentaglio la propria salute. Pazzesco".

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