Contenuto sponsorizzato
Trento
09 febbraio | 18:39

Violenza in ospedale, al pronto soccorso arrivano le telecamere intelligenti: serviranno per anticipare le aggressioni. Furlani: “Sarà un sistema autoapprendente”

Il progetto nasce come risposta a un fenomeno in crescita, soprattutto nei pronto soccorso, dove l’elevato numero di accessi, i tempi di attesa, il sovraffollamento e situazioni sociali più complesse possono generare forti tensioni. La sperimentazione, che partirà dal primo marzo 2026, punta quindi a intercettare in anticipo le situazioni critiche e a rendere più tempestivi gli interventi di sicurezza, tutelando sia il personale sia i cittadini che si rivolgono al servizio sanitario

TRENTO. L'intelligenza artificiale in campo per la sicurezza del personale sanitario. L'Asuit ha presentato un nuovo progetto di videosorveglianza del pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara di Trento. Il nuovo sistema, supportato dall’intelligenza artificiale, ha l’obiettivo di prevenire potenziali atteggiamenti aggressivi e garantire maggiore sicurezza agli operatori sanitari, sempre più spesso esposti a episodi di violenza verbale e fisica.

 

Il progetto nasce come risposta a un fenomeno in crescita, soprattutto nei pronto soccorso, dove l’elevato numero di accessi, i tempi di attesa, il sovraffollamento e situazioni sociali più complesse possono generare forti tensioni. La sperimentazione punta quindi a intercettare in anticipo le situazioni critiche e a rendere più tempestivi gli interventi di sicurezza, tutelando sia il personale sia i cittadini che si rivolgono al servizio sanitario.

 

Il progetto pilota, autorizzato dal servizio lavoro della provincia autonoma di Trento, prenderà il via il primo marzo e si concluderà il 31 maggio 2026. I risultati della fase sperimentale saranno presentati dopo tre mesi e serviranno a valutare benefici e possibili sviluppi futuri, che potrebbero includere l’integrazione con sistemi audio, dispositivi di emergenza e un ulteriore potenziamento delle misure di sicurezza.

 

"Questo progetto si inserisce in un contesto molto più ampio di iniziative che portiamo avanti, che stanno avendo dei risultati - ha dichiarato il direttore generale Antonio Ferro - per la prima volta nel 2025 abbiamo avuto un calo del numero delle aggressioni, aumentando la sensibilità degli operatori nei confronti di questo tipo di aggressori che sono sia verbali sia fisici. Abbiamo avuto un aumento importante di queste segnalazioni, in parte dovuto anche al nostro sistema che le mette in evidenza in modo migliore rispetto al passato. Quest’anno i dati sono in lieve flessione, quindi per noi è un elemento importante e rassicurante, ma che non vuole abbassare la guardia". 

 

I contesti più critici restano i pronto soccorso, il Serd di Trento e l’ambito della salute mentale, dove è fondamentale distinguere le situazioni legate alla fragilità clinica dei pazienti dalle aggressioni messe in atto dai familiari. In questo quadro, il pronto soccorso di Trento rappresenta il punto nevralgico, sia per i numeri sia per la tipologia di utenza, con una maggiore probabilità di comportamenti aggressivi.

 

"Il sistema utilizza infrastrutture già esistenti - ha spiegato la direttrice del dipartimento infrastrutture Debora Furlani - con telecamere regolarmente impiegate per la sicurezza interna, ma aggiornate nella tipologia e nella risoluzione delle immagini. Le immagini digitali vengono elaborate da un software basato sull’intelligenza artificiale, in grado di riconoscere precursori di agiti aggressivi, movimenti improvvisi, oggetti potenzialmente pericolosi e persino l’uso di armi. Si tratta di un sistema autoapprendente, capace di adattarsi al contesto. In caso di riconoscimento di una situazione a rischio, vengono attivati degli allarmi che, in questa prima fase, saranno indirizzati al personale interno per consentire un intervento preventivo. In una fase successiva, gli allarmi potrebbero essere estesi anche alle forze dell’ordine, favorendo un intervento rapido e 'involontario', cioè non legato alla scelta dell’operatore ma all’analisi automatica del sistema". 


Durante la fase iniziale, gli operatori saranno dotati quindi di braccialetti con un pulsante di emergenza per l’attivazione immediata dell’allarme. Il sistema, sviluppato da Motorola e già testato in altri contesti, e si basa su automatismi avanzati e su software di analisi delle immagini supportati da ampie banche dati.

 

La direttrice del pronto soccorso di Trento Michela Marchiori ha fornito alcuni elementi sugli eventi aggressivi che si sono verificati nel pronto soccorso di Trento: "Nel 2025 abbiamo registrato circa un centinaio di episodi di aggressività attraverso l’incident reporting, consapevoli che si tratta probabilmente solo di una parte degli eventi che realmente accadono. Le situazioni più frequenti si verificano nei momenti di accettazione e triage, spesso in contesti uno-a-uno, e coinvolgono soprattutto infermieri, operatori socio sanitari e personale amministrativo. Stiamo lavorando per ridurre l’esposizione degli operatori, privilegiando quando possibile il lavoro in équipe. Va anche ricordato che alcune situazioni sono legate alla condizione clinica di alcuni pazienti, che vengono risolte nel contesto di cura. In questo senso investiamo sugli aspetti formativi del personale nella relazione sanitario-paziente (modalità di de-escalation dell’aggressività). Accogliamo positivamente – ha concluso – l’approccio multidisciplinare e l’utilizzo delle nuove tecnologie come supporto al contenimento dell’aggressività verso i sanitari". 

 

"Da oggi – ha evidenziato la dirigente del Servizio lavoro della Provincia autonoma di Trento Giuliana Cristoforetti – sarà online la determinazione con cui la Provincia rilascia l’autorizzazione amministrativa al progetto sperimentale: un passaggio importante, frutto di un percorso avviato da tempo insieme all’Azienda sanitaria, che guarda con interesse all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per rafforzare la sicurezza degli operatori. L’obiettivo è aumentare le tutele nei luoghi di lavoro senza compromettere i diritti garantiti dalla normativa europea sull’intelligenza artificiale: non sono previsti sistemi di riconoscimento o profilazione, ma strumenti pensati esclusivamente per la tutela della salute e della sicurezza del personale". 

 

Infine, l’assessore alla salute Mario Tonina ha ribadito come la sicurezza degli operatori sanitari rappresenti una priorità condivisa: "La collaborazione tra Azienda sanitaria e assessorato ha portato a misure concrete, come il rafforzamento della vigilanza nei pronto soccorso. Pur registrando segnali di miglioramento sul fronte delle aggressioni, è necessario continuare a investire, anche attraverso le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale e risorse economiche dedicate al personale. L’obiettivo è rendere i pronto soccorso ambienti sempre più sicuri, favorendo anche il reperimento del personale. Parallelamente sarà fondamentale alleggerire il carico di lavoro dei pronto soccorso, soprattutto per i codici minori, grazie al ruolo strategico delle Case della Comunità. La priorità resta garantire condizioni di lavoro sicure per gli operatori e un servizio efficace per i cittadini". 

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 21 maggio | 19:58
Alba Chiara Baroni, uccisa ad appena 22 anni dal fidanzato che poi si è tolto la vita, avrebbe compiuto 31 anni. Il papà Massimo: "Il vuoto che [...]
Cronaca
| 21 maggio | 20:21
Adriano, 83enne, è partito dal suo Trentino per percorrere a piedi la via Francigena. Ad un certo punto però a Cerignola, in [...]
Cronaca
| 21 maggio | 18:41
Il terribile incidente si è verificato pochi minuti prima della 18 di oggi, giovedì 21 maggio, in piazza Vecchia, a Caldonazzo. Mentre [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato