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Accoglienza migranti, ecco le nuove regole per chi arriva in Trentino

L'assessore Luca  Zeni "Vogliamo tutelare tutti coloro che si comportano bene"

Di G.Fin - 21 gennaio 2017 - 11:47

TRENTO. "In Trentino l'accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo poggia su comprovati principi di solidarietà ma anche su regole chiare. Chi non le rispetta deve essere messo di fronte alle conseguenze delle sue azioni, con interventi che riducono i benefici dell'accoglienza stessa oppure la revocano del tutto”. Queste le parole dell'assessore provinciale Luca Zeni in merito alla presentazione della nuova disciplina che è stata approvata dalla Giunta e che riguarda i richiedenti protezione internazionale che vengono accolti in Trentino.

 

Regole che devono essere rispettate dai migranti che arrivano sul nostro territorio e che si dividono in responsabilità, obblighi e divieti che se non rispettati possono, in alcuni casi ben precisi, comportare la revoca dell'accoglienza. “Vogliamo tutelare tutti coloro, e sono la maggioranza – ha spiegato Zeni - che si comportano bene, e al tempo stesso evitare che qualcuno possa approfittare della generosità dei trentini”.

 

Negli ultimi anni è stato registrato un progressivo aumento della presenza di profughi nel nostro territorio, che ha complicato le dinamiche dell'accoglienza e dell'integrazione. Ovviamente esistevano già delle regole ma la precedente disciplina di accoglienza dei richiedenti asilo risale a un periodo in cui i migranti erano poche decine, ospitate in alloggi gestiti dalla Provincia attraverso il Cinformi, unità operativa del Dipartimento salute e solidarietà sociale della Provincia, nell’ambito del cosiddetto Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati). Oggi, invece, a causa del flusso straordinario di migranti, sono circa 1450 le persone accolte, molte delle quali ospitate anche in strutture collettive medio-grandi gestite da più enti del terzo settore coordinati dal Cinformi.

 

 

 

 

 

La nuova Disciplina classifica più dettagliatamente e in modo più esaustivo i comportamenti ritenuti gravi che prevedono la richiesta di revoca dell’accoglienza ma anche quelli che comportano comunque alla quarta contestazione la revoca.

La revoca dell’accoglienza alla prima contestazione scritta avviene nelle seguenti ipotesi per violazione grave della presente disciplina: a) se il beneficiario si comporta in modo violento con terze persone; b) se il beneficiario si comporta in modo minaccioso o ingiurioso con gli operatori e collaboratori dell’ente attuatore, della Provincia o suoi incaricati; c) se il beneficiario assume comportamenti gravemente disdicevoli e socialmente inadeguati o devianti che creano, per la loro natura e le loro conseguenze, situazioni che ledono il rapporto fiduciario con la comunità o di conflitto con le finalità del progetto di accoglienza; d) se il beneficiario detiene o consuma sostanze stupefacenti; e) se il beneficiario è arrestato in flagranza di reato o è detenuto; f) se il beneficiario si oppone a un provvedimento facente obbligo di spostarsi da un posto letto ad un altro o da una struttura all’altra nei casi in cui la Provincia lo ritenga necessario o non si conforma a un provvedimento facente obbligo di rimanere in una località determinata dalle autorità competenti; g) se il beneficiario non consente l’accesso a tutti i locali della struttura e a eventuali pertinenze agli operatori dell’ente attuatore, della Provincia o suoi incaricati; h) se il beneficiario ospita la notte terze persone; i) se il beneficiario nella domanda di ospitalità ha dichiarato il falso ai fini dell’assegnazione/conservazione del posto letto; j) se il beneficiario impedisce al famigliare minore al seguito di frequentare la scuola dell’obbligo.

 

Per quanto riguarda la revoca dell’accoglienza alla quarta contestazione scritta, questa avviene per violazione ripetuta di alcuni divieti. Tra questi: a) se il beneficiario si comporta in modo minaccioso con terze persone; b) se il beneficiario assume comportamenti disdicevoli e socialmente inadeguati che creano, per la loro natura e le loro conseguenze, situazioni che ledono il rapporto fiduciario con la comunità o di conflitto con le finalità del progetto di accoglienza; c) se il beneficiario non partecipa alle attività previste dal progetto di accoglienza e a quelle concordate con la Provincia o con l’ente attuatore.

Non manca poi la disciplina per quanto concerne le modalità e l’entità della riduzione del contributo economico (pocket money e buoni spesa) a seguito della violazione delle regole dell’accoglienza. Con la prima contestazione per una delle violazioni la Provincia o gli enti attuatori riducono d’ufficio una tantum anche il contributo economico di 20,00 euro; con la seconda contestazione il contributo economico è ridotto una tantum di 40,00 euro e con la terza contestazione il contributo economico è ridotto una tantum di 60,00 euro; con la quarta contestazione il contributo economico è sospeso nelle more della decisione di revoca dell’accoglienza.

 

La nuova disciplina, come la precedente, garantisce alla persona accolta la possibilità di fare reclamo alla Provincia rispetto alle contestazioni dell’ente gestore dell’accoglienza. 

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