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Arriva il terremoto e anche il sasso sopra Mori un po' traballa. "Ma non crolla". In Vallarsa l'epicentro

Il sisma di questa mattina aveva una magnitudo di 3.6. Più di 200 le telefonate ai Vigili del fuoco. Alcune scuole hanno attivato la procedura di emergenza per l'evacuazione

Di Donatello Baldo e Raffaele Dalledonne - 09 febbraio 2017 - 19:31

TRENTO. La terra trema. E tutto si muove. E si è mosso, per forza di cose, anche il diedro che minaccia l'abitato di via Teatro a Mori, l'ammasso roccioso di 500 metri cubi al centro dell'attenzione di geologi e ingegneri. "Il monitoraggio dei fili estensimetrici attivi sul prisma ha registrato, in corrispondenza dell'evento, un breve andamento altalenante della durata di alcuni secondi con 3 picchi che mostrano un movimento massimo prossimo a 1,4 millimetri"

 

Forse ci si preoccupa troppo. Ma forse no, visto e considerato che gli stessi luminari incaricati dalla provincia hanno scritto nero su bianche che "il diedro è in equilibrio e qualunque forza esterna (tra cui un terremoto) potrebbe farlo crollare". Ora, che un terremoto sia una forza esterna è un dato di fatto. Ma allora: secondo quali criteri si evince che il movimento non ha prodotto una rottura dell'equilibrio? 

 

"Successivamente alla perturbazione sismica - spiega la Protezione civile - i valori misurati sono risultati ampiamente inferiori alla soglia di allarme prefissata e sono ritornati ai valori precedenti all'evento, non registrando quindi alcuna deformazione permanente". 

 

Allora siamo solo a noi a preoccuparci troppo. Vediamo allora cos'è successo questa mattina. Intorno alle 9.14 il sismografo ha registrato una scossa di magnitudo 3,6 della scala Richter alla profondità di circa 11 chilometri e l'epicentro è stato individuato in prossimità del confine con la Provincia di Vicenza nella zona della Vallarsa

 

"Nessun cittadino ha riportato lesioni significative dovute al terremoto e questo è l'aspetto più importante. Stabili, edifici e strutture non hanno inoltre registrato alcun danno", questa la conferma dei Vigili del fuoco di Trento, che questa mattina hanno ricevuto oltre 200 telefonate alla centrale.

 

"La zona interessata dal terremoto di questa mattina - spiega il Centro di ricerche sismologiche che si occupa in tempo reale dei terremoti nell'Italia Nord Orientale - è solita ad attività sismica di tipo medio-bassa. La zona della Vallarsa è sempre stata soggetta a terremoti, seppur di lieve entità, e dopo un  periodo di calma si è verificato questo evento che fa parte dell’andamento sismico della zona". Un risveglio dopo un periodo di quiete, anche se di una zona in cui i terremoti sono di norma medio bassi. Inutile preoccuparsi, allora

 

Sono state quindi molte le segnalazioni arrivate dal Trentino meridionale. Perché lì, più che altrove, il terremoto si è sentito distintamente. Alcune scuole, per scrupolo, hanno attivato la procedura di emergenza con l'evacuazione temporanea degli studenti e del personale. Tutto è rientrato nella norma, solo un grande spavento, come conferma anche il Comune della Vallarsa nel suo post su Facebook.

 

La Vallarsa è interessata da scosse di terremoto da oltre 20 anni e "in questo lasso di tempo - conferma il sismologo Alzio Viganò - sono state registrate una decina di scossa di magnitudo intorno al 3 su scala Richter. Il sisma che si è verificato poche ore fa è stato intorno al quarto grado di intensità secondo i dati strumentali della Provincia, quindi un evento nella media che non desta particolare preoccupazione".

 

Perché le case non cadono per un sisma di questa intensità. Ma un ammasso roccioso "in equilibrio"? Quanto dev'essere forte un terremoto? Per il sindaco Stefano Barozzi un sisma "del quarto o quinto grado sarebbe una condizione esterna" tale da far sgomberare la zona, perché inciderebbe sulla stabilità del diedro. Il terremoto di oggi, ricordiamolo, è stato del 3.6.

 

Ma Barozzi non è un geologo, le sue erano supposizioni "spannometriche" che non possono essere prese alla lettera. Altri parlano del sesto grado, del settimo, come limite da considerare. E speriamo abbiamo ragione questi ultimi, ovviamente. Ma qualcuno, qualcosa di certo lo dovrebbe dire.

 

Dire qualcosa, comunque, sarebbe importantissimo. Perché se è giusto rispettare la perizia e la professionalità della Protezione civile, se è giusto affidarsi alla guida di un sindaco che della sicurezza dei suoi concittadini è responsabile, è giusto rispettare anche la preoccupazione di chi il diedro ce l'ha sulla testa "in equilibrio".

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